Il primo tifoso rossonero si gode il successo dei suoi sulla Juve nel Trofeo Luigi Berlusconi, e torna su un tema a lui caro: l'impiego del brasiliano: "Giocando dietro le punte a ridosso dell’area di rigore e’ nel vivo dell’azione e puo’ procurarsi punizioni e rigori". Poi più tardi affronta il problema ingaggi: "Credo si debba fare come negli Stati Uniti e mettere un tetto salariale"
Milano, 18 agosto 2009 - Il Trofeo Berlusconi è del Milan, la Juve è battuta, pur se ai rigori. E Silvio prova a coccolarsi il “suo” campione, Ronaldinho. “Ronaldinho- dice a tarda notte- e’ il nostro Bolt. Giocando dietro le punte a ridosso dell’area di rigore e’ nel vivo dell’azione e puo’ procurarsi punizioni e rigori. Tornera’ quello di prima”.
Più tardi, lasciando il ristorante di Milano dove ha cenato con dirigenti e allenatore rossoneri, il premier ha affrontato il tema ingaggi: "I compensi dei calciatori sono fuori dalla realta’, serve introdurre il tetto salariale’’.
‘’Io sono molto preoccupato di questo calcio fuori dalla realta’ - ha spiegato Berlusconi -, i compensi dei giocatori sono inammissibili, lontanissimi dalla realta’ economica in cui viviamo e dal momento difficile che come questo: sono fuori da ogni parametro’’.
Il premier e’ convinto quindi che ‘’si debba fare come negli Stati Uniti, arrivare a una decisione per legge per cui sia adottato in tutta Europa un tetto salariale. Ne ho parlato con Platini e credo che lavoreremo in questa direzione molto presto’’, ha spiegato Berlusconi.
‘’Io non critico il Real Madrid, ma il fenomeno - ha sottolineato il presidente rossonero -. Anche i nostri ingaggi sono fuori dalla realta’ e da ogni possibile confronto con il buon senso. Gia’ al 50% sarebbero ingaggi folli’’. Eppure era stato proprio il Milan di Berlusconi negli anni ‘80 uno dei primi club a pagare cifre enormi alle sue stelle.
‘’Io avevo pagato Gullit 10 miliardi di lire - ha convenuto il presidente del Consiglio -, ma avevo ricavato 15 miliardi di pubblicita’ per le mie reti’’.
Altro tema su cui ha voluto far chiarezza è la voce, circolata negli ultimi tempi, che la proprieta’ del Milan potesse vendere quote della societa’, ma per il patron rossonero: ‘’e’ la stampa, che rappresenta una realta’ che non esiste’’.
Pare che tra gli eredi di Berlusconi nessuno abbia intenzione di succedergli alla guida del Milan, ma il premier ha eluso il discorso con una battuta: ‘’Intendete fra cent’anni... Io sto investendo in un istituto che vuole portare la vita media a 120 anni, cellule staminali e tutto il resto permettendo. Pensiamo alla partita di sabato con il Siena e poi al derby’’.