Mondiali di scherma, due bronzi dal fioretto donne. Vezzali ko ai quarti
Antalya (Turchia), 4 ottobre 2009 - Il fioretto femminile regala all'Italia due medaglie di bronzo ai Mondiali 2009 di scherma. Elisa Di Francisca che Arianna Errigo sono state sconfitte in semifinale e quindi hanno chiuso la prova al terzo posto. La Di Francisca si e’ arresa per 15-6 alla russa Aida Shanaeva, mentre la 21enne monzese Errigo ha perso per 15-11 contro la sudcoreana Hee Sook Jeon.
Elisa Di Francisca in precedenza aveva eliminato la tre volte oro alle Olimpiadi e cinque volte campionessa del mondo Valentina Vezzali ai quarti di finale, per 15-10.
"Ho fatto tutto ciò che potevo ma mi sono mancati occhi e cattiveria". Valentina Vezzali ripercorre mentalmente il quarto di finale perso con Elisa Di Francisca e quasi le scappa da ridere: "Mi hanno già detto un mucchio di volte che la mia parabola discendente era cominciata...".
Qualcuno magari lo affermerà di nuovo, ma stavolta la fuoriclasse jesina, cinque ori mondiali e tre olimpici nel fioretto individuale, non ci farà caso. Perchè la sconfitta con la sua meno nota concittadina le servirà per ritrovare quella carica che, qui in Turchia, per un attimo l’ha abbandonata. "Non mi sentivo dentro il match - confessa la 35enne marchigiana colloquiando con i giornalisti -. La scherma è uno sport di testa, puoi allenarti tantissimo ma quando c’è la gara devi essere concentrata. E oggi sicuramente mi è mancato qualcosa: normalmente, quando sono presente certi regali non li faccio. E anche negli assalti precedenti, vinti facilmente, sono stata meno fluida e morbida. Insomma, qualcosa mi è mancato".
La Vezzali non imputa questo passaggio a vuoto mentale a qualcosa di preciso: "Non si può essere sempre concentrati. E quando capita, cerchi di reagire ma quando le cose non vanno c’è poco da fare. E non si perde il giorno della gara". Il fatto che abbia perso contro una connazionale e concittadina le rende amara la pillola, ma solo fino ad un certo punto: "Quest’anno con lei ho tirato una sola volta".
"Certo, mi conosce, ma come tutte le altre - aggiunge -. Però sono serena: meglio perdere adesso che poi. È logico che non sono soddisfatta ma una sconfitta può essere salutare: bisogna essere umile. E lei oggi è stata più brava di me".
Con il suo maestro Giulio Tomassini dovrà lavorare di nuovo sulla ‘testa': "Di solito piango e mi arrabbio, invece stavolta mi sono sentita vuota - osserva la Vezzali, tesserata per le Fiamme Oro - E questo non va bene. Da questa sconfitta ripartirò per una nuova sfida, l’ennesima della mia carriera".
Il suo grande obiettivo resta Londra 2012 e nemmeno un Mondiale andato male saprà distrarla. Tanto più chi le imputerà la troppa visibilità sul piccolo schermo (da ‘Ballando' agli spot con il figlio Pietro): "È stato un anno durissimo, ma rifarei tutto quanto. Mi sono aperta al mondo e anche oggi ho dimostrato di essere umana, non un robot". Per Valentina il momento dell’amarezza è già finito: si parte subito verso nuovi traguardi. "Ma gli occhi devono essere di nuovo quelli di chi non ha paura di niente", avverte. Un compito non difficilissimo per una campionessa che ha già scritto pagine e pagine di storia sportiva.
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