Tomba: "L'Italia ai Giochi può puntare a tre medaglie"
Ventidue anni dopo la doppietta dorata di Calgary, Alberto è in partenza per Vancouver, dove racconterà le sue emozioni ai microfoni di Sky. I suoi eredi? Blardone e Razzoli VAI ALLO SPECIALE VANCOUVER 2010
Bologna, 9 febbraio 2010 - MISTER OLIMPIADE è in una forma pazzesca. Mister Olimpiade all’anagrafe fa Alberto Tomba ed è in partenza per Vancouver, dove racconterà le sue emozioni ai microfoni di Sky. Ancora Canada, 22 anni dopo la doppietta dorata di Calgary, le imprese che lo resero unico, l’avvio di una carriera folgorante.
"Cosa mi ricordo di quei Giochi? —_sospira AT della nevi — Beh., mi hanno rubato il pettorale numero uno del gigante! Per fortuna si è salvato dai ladri il numero 11 che indossavo nello slalom. Ero un ragazzo, fu una avventura meravigliosa, un sogno che auguro ai miei eredi di rivivere…".
Ci credi, negli eredi?
"Io sono cautamente ottimista. Penso che nello sci alpino, tra uomini e donne, possiamo conquistare almeno tre medaglie. Una al femminile e due con i maschi".
Nelle gare che erano tue, si punta su Max Blardone e su Giuliano Razzoli.
"Guarda, ce la possono fare. E aggiungo alla lista dei pretendenti anche Simoncelli per il gigante e Moelgg per lo slalom".
Consigli da dare?
"Per carità! Tutti sappiamo sbagliare da soli. I ragazzi debbono tenere a bada la pressione, non prendere sul serio chi avanza pretese, eccetera. L’ho detto a Max e a Giuliano: pigliatevi la vostra, di medaglia. Perché le mie mica ve le regalo!".
Razzoli è emiliano come te…
"Ci sono alcune similitudini. Anzi tutto abbiamo le stesse radici e lo stesso ,modo di prendere la vita. L’altra sera, alla sua festa in provincia di Reggio, so che ha voluto il mio storico capo tifoso, il grande Loris. Questo per dirti che rapporti abbiamo. Dopo di che…".
Dopo di che?
"Beh, è cambiato tutto, nello sci. Oggi gareggiano con materiali che io manco mi sognavo. I paragoni diventano inutili. Aggiungi che Giuliano ha il 47 di piede: dico, ha una struttura da fenomeno! Farò il tifo per lui, con tutto il cuore. Se vincesse l’oro, sarebbe il bis di una favola. Ci conto".
Tu hai legato la tua leggenda alla Olimpiade. Ha ancora un senso, nel nuovo millennio, un evento del genere?
"Sicuramente. I Giochi sono una grande occasione, sono un momento di aggregazione per la gioventù del pianeta".
Ma si dice che ormai pure lo sport, a certi livelli, sia soltanto business.
"Vedi, si fa un gran parlare del cancro del doping, dello sport che non è più pulito, eccetera. Ma lo sport, anche al massimo livello, è molto più trasparente del resto della società, del resto del mondo. La droga, quella vera, gira in altri settori. E non mi far fare dei nomi, altrimenti divento cattivo".
Qualcuno ha proposto l’antidoping al Festival di Sanremo…
"Mah, lasciamo stare, per carità di patria. Dico solo che c’è in circolazione tanta ipocrisia. Se beccano un campione all’anti doping, magari per una pomata, giù randellate. Poi vedi certe facce in tv e ti chiedi: ma qui, quando cominciamo a parlare dei drogati veri?".
Cambiamo argomento: che ricordo hai di Ballerini, un grande uomo di sport andato via troppo presto?
"Ci conoscevamo. L’ho incontrato in più di una occasione e mi aveva sempre colpito la sua trasparenza. Era una bella persona, ecco. Ci ha lasciato in un modo assurdo, a dimostrazione di quanto possa essere crudele il destino. Pensa, da ciclista aveva affrontato enormi pericoli, discese terribili, strade scivolose, eccetera. E’ morto mentre si credeva al sicuro, godendosi una emozione. E’ davvero un grande dolore, per tutti".
Hai voglia di parlare di calcio?
"Il calcio non mi piace, lo sai".
Vabbè, ma sei tifoso del Bologna.
"Per ragioni di territorio. No, non mi piace proprio quel mondo lì. Seguo solo, con passione, la nazionale di Lippi".
Ipotesi per il mondiale sud africano?
"Non sono un tecnico, punto alla finale da tifoso anche se mi rendo conto che i bis sono difficili".
Tu ci sei riuscito, alla Olimpiade.
"Appunto, replicare se stessi è una impresa doppiamente difficile. Mi pare che il ct, Lippi, abbia il carisma giusto. Dobbiamo però stare attenti ai rigori".
Ma di rigore abbiamo vinto il titolo, nel 2006.
"Però è un meccanismo sleale. Affidare ad una lotteria le sorti di una partita non è giusto. A volte può spuntarla la squadra migliore, ma a volte dagli undici metri passano i più fortunati. Non è una bella cosa".
Sembra bella, invece, la tua vita da scapolo impenitente.
"Ah, lo ammetto. Non mi sono sposato, non ho messo su famiglia e quasi quasi comincio a pensare che non lo farò proprio".
Come mai?
"Ma non leggi i giornali, non vai su Internet, non guardi la tv? Intorno al personaggio famoso si scatena una caccia all’uomo. Io non voglio difendere Tiger Woods o Terry il calciatore del Chelsea, ci mancherebbe. Però ci sarebbe qualcosa da dire sulle signorine che lo circondavano, no?".
Una volta si diceva che l’uomo è cacciatore.
"Nei tempi moderni a caccia ci vanno anche le donne, altro che. Scrivi così: Alberto Tomba, ex campione, è molto felice di essere single. Niente legami fissi. E stop".
di Leo Turrini
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