L'invasione sovietica dell'Ungheria induce Spagna e Olanda al boicottaggio. A casa anche la Cina che protesta per la presenza di Taiwan. I sovietici dominano la scena: yankees frastornati. Azzurri a cavallo con i fratelli D'Inzeo. E non solo
Melbourne, 9 dicembre 1956 - La XVI Olimpiade, la prima mai organizzata agli antipodi, presenta immediatamente una serie di problemi di natura logistica. Quando in Europe e Nordamerica è estate, la tradizionale stagione dei giochi, in Australia infatti è in pieno inverno. Discussioni, polemiche, difficoltà, finché non si decide: a Melbourne si gareggia dal 22 novembre all'8 dicembre. Al via 71 nazioni e 3.314 atleti. Meno del previsto. E non certo per questioni climatiche.
PRIMI BOICITTAGGI - E' la politica a condizionare la rassegna: a meno di tre settimane dall'inizio dei Giochi, l'Urss invade l'Ungheria (4 novembre). E allora Olanda e Spagna decidono immediatamente di disertare l'appuntamento, per protesta contro i sovietici. Anche la Cina si ritira, ma per un altro motivo: la sua rappresentativa è già in volo verso Melbourne, quando viene a sapere che ai Giochi saranno presenti anche i cinesi di Taiwan. Risultato: uno sdegnato dietrofront.
BYE BYE YANKEES - Dal punto di vista sportivo, quella australiana si distingue per essere l'Olimpiade del sorpasso sovietico nei confronti degli Usa. A Helsinki 1952 gli americani vinsero 76 ori contro i 71 "rossi"; a Melbourne i sovietici conquistarono 96 medaglie d'oro, addirittura 22 più dei rivali yankees.
MICA MALE - L'Italia, che si presenta con 134 concorrenti (119 uomini, 15 donne) conquista la bellezza di 25 medaglie: 8 d'oro, 8 d'argento, 9 di bronzo. Gli ori vengono da canottaggio (quattro con), ciclismo (un vero boom: corsa individuale su strada con il mitico Ercole Baldini, 100 mt a cronometro con Leandro Faggin, 4.000 mt inseguimento a squadre), scherma (fioretto a squadre, spada individuale e a squadre), tiro a volo con l'anconetano Galliano Rossini, detto Liano.
TUTTI A CAVALLO - A Melbourne nascono inoltre due stelle. Dell'equitazione: i fratelli Piero e Raimondo D'Inzeo. Raimondo vince due argenti (salto ostacoli individuale e a squadre), Piero un argento (nel salto ostacoli a squadre col fratello) e un bronzo (salto ostacoli individuale, stavolta dietro al fratello).
FANTASTICO TRIS - Fra i grandi atleti stranieri, spiccano Laszlo Papp (quello che molti considerano il miglior pugile della storia olimpica: l'ungherese è alla terza Olimpiade, ha già vinto l'oro nei medi a Londra '48 e l'oro superwelter a Helsinki '52 - stessa medaglia che conquista a Melbourne) e la diciannovenne nuotatrice di casa Dan Frawser (oro nei 100 sl): i Giochi di casa la proiettano nella galassia delle stelle assolute.