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Olimpiadi Londra 2012
Fioretto leggenda, arco d'oro
E oggi tocca alla Cagnotto

Oro per Di Francisca, argento Errigo, bronzo Vezzali: triplete. Attesa per la finale dei tuffi

Olimpiadi mai così azzurre: Tesconi argento nella pistola, Valentina Vezzali di bronzo nella scherma. Peccato per Verde nel Judo. Oggi tocca al ciclismo femminile e ai tuffi col trampolino sincro dai 3 metri

Dall’inviato Leo Turrini

ELISA DI FRANCISCA
Podio tutto italiano nel Fioretto Individuale Donne

Londra, 29 luglio 2012 - Mai vista una Olimpiade così azzurra. Tanto italiana! Cinque medaglie nel primo giorno vero di gare. Roba da lasciar dietro americani e russi. Trionfa una certa idea del Bel Paese che risale forse al Rinascimento: vincono le virtuose del fioretto e gli arcieri, va sul podio il tiratore. Ti vengono in mente rocche, torri, merletti e ti commuovi per il tramonto di bronzo di Valentina Vezzali. Siamo sempre lì: purtroppo, soltanto ogni quattro anni scopriamo l’esistenza di realtà nazionali meravigliose, radicate nel territorio. La Errigo è brianzola, la Di Francisca viene da Jesi come Vale, Tesconi è di Pietrasanta, Frangilli è varesino, Galiazzo è di Padova, Nespoli è nato a Voghera.

È il destino di ogni Olimpiade: restituire a un popolo il meglio delle sue passioni ed emozioni. Diventando, anche e purtroppo, pretesto per qualunque forma di strumentalizzazione. Non si scappa. Del resto stiamo parlando dell’unico evento davvero planetario, ben più dei mondiali di calcio: con il pallone tra i piedi vincono più o meno i soliti, in una Olimpiade possono invece salire sul gradino più alto del podio il tagiko come il libanese, il canadese come il birmano. E allora si scatena la caccia al dettaglio che stupisce. In epoca di Internet e comunicazione globale, il casino è assicurato.

Nazista chi? Prendiamo, a mo’ di esempio, l’episodio che ha coinvolto un certo Walther Troeger, membro onorario del Cio. Tedesco, costui ha avuto la bella pensata di salutare l’ingresso allo stadio della delegazione germanica… stendendo un braccio. Click e vai: un rappresentante della Merkel che fa il saluto nazista alla cerimonia inaugurale! Naturalmente, si trattava di un gesto di saluto privo di qualunque significato politico: Hitler, in incognito, non era in tribuna d’onore. E infatti Camilla Parker Bowles, la compagna del Principe Carlo, ha commentato la scena con una garbata risata.

La politica. Comunque, il veleno della politica ha inquinato il sangue olimpico da tanto, troppo tempo. I Giochi fecero comodo al Fuhrer emergente, nel 1936. Furono l’ultima ostentazione di potenza del comunismo sovietico, nel 1980. E si sa l’uso che della manifestazione hanno fatto i cinesi, appena quattro anni fa. Come sorprendersi, allora, se un deputato conservatore al Parlamento di Westminster se l’è presa con la geniale cerimonia inaugurale orchestrata dal regista premio Oscar, il visionario Boyle? Spettacolo troppo di sinistra, ha tuonato l’onorevole. Ma dai. La Regina che recita accanto all’attore che al cinema interpreta James Bond è uno spot per i laburisti? O per Bersani?

I Veli. Per carità: questo è l’andazzo e per due settimane andremo avanti così. Ieri una donna del Qatar, Bahia Al Hamad, ha infranto un tabù, partecipando, lei islamica, alla gara di tiro nel piattello fossa. Lo ha fatto indossando un velo, come prescrive la sua religione. Nessun problema. Ma il problema si pone per la ragazza saudita che pratica judo: Wodjan Ali Serai Abduraihim Shahrkhani (abbiate pazienza, si chiama proprio così) il velo vuole indossarlo lottando in pedana e per i giudici non si può, ‘rischia di finire strangolata’, hanno spiegato. Il governo di Riad non sente ragioni: o cambiano le regole o i magnati del petrolio si ritirano, con tanti saluti allo spirito olimpico. Noi italiani invece restiamo. Da padroni del medagliere!
 

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