Dopo le polemiche arrivano le scuse: "A 30 anni ancora sbaglio io a farmi prendere un po' la mano dal mio carattere"
Londra, 4 agosto 2012 - Dopo le polemiche dei giorni scorsi, arriva il mea culpa di Filippo Magnini. Non è stata un'Olimpiade felice per il pesarese, e non solo per i risultati che non sono arrivati.
"A 30 anni ancora sbaglio io a farmi prendere un po' la mano dal mio carattere, quindi ovviamente posso capire che Marco (Orsi, ndr) alla sua prima Olimpiade, probabilmente arrabbiatissimo per la sua prestazione, e anche giustificato, abbia alzato un po' i toni". Il capitano della squadra di nuoto azzurra si scusa quasi per il modo in cui, in seguito ai deludenti risultati raccolti dalla squadra nel corso dei Giochi di Londra, si è scagliato contro i
tecnici e contro i compagni.
Dopo aver duramente puntato il dito contro lo staff tecnico e contro i propri compagni della staffetta, Magnini fa oggi marcia indietro, assumendosi le proprie responsabilità e ammettendo di aver dato luogo ad una pessima prestazione: "Mi metto anch'io in prima persona nella prestazione non buona della staffetta. Io da capitano ho cercato di spronarli nel modo che è mio. E' un lavoro di team, entriamo in acqua da soli ma dietro c'è un lavoro di team. Quindi quando si vince siamo tutti bravi e quando si perde, abbiamo sbagliato tutti".
"Come capitano penso a uno come Buffon che a volte prende per il collo i suoi compagni di squadra, quando magari non li vede carichi - continua Magnini ai microfoni di Sky Sport -. Io so e sono sicurissimo che tutti quanti noi diamo sempre il 100%, a volte si riesce ad andare forte, altre volte, come in questa occasione, no".
Di sicuro nel 2016 Usain Bolt, vorrà esserci ancora. Mancheranno invece Josefa Idem e Kobe Bryant
dell'inviato Leo Turrini