di Giampaolo Marchini
La risposta di Miami ai Lakers non si è fatta attendere. 'He got game', al secolo Ray Allen lascia Boston e firma con i campioni in carica, ora più che mai candidati a bissare il successo di quest'anno. Il miglior tiratore da tre punti nella storia del gioco è un altro veterano che non ha perso il vizio di vincere e far vincere le sue squadre.
Se a Boston formava i 'Big Three' (con Pierce e Garnett) a Miami farà parte dei 'Fabulous Four'. Una sorta di Dream Team che in Florida rischia di dare vita a una dinastia, nonostante stia per raggiungere le 37 primavere. Ma come dare torto a chi ha già guadagnato una valanga di dollari e cerca 'solo' di arricchire la bacheca personale con altri anelli.
Per unirsi a King James, Dwane Wade e Bosh, Allen si è 'ridotto' l'ingaggio rispedendo al mittente - Boston - un accordo di due anni per la modica cifra di 12 milioni, accontentandosi di un triennale a 9,5 milioni di vecchi presidenti statunitensi. A Boston Allen era arrivato nel 2007 e aveva subito vinto il titolo, ma negli ultimi tempi i rapporti erano diventati difficili soprattutto con lo spogliatoio e un po' con coach Rivers tanto da finire spesso ai margini. Che sia un giocatore di primo piano e in grado di vincere lo testimonia la sua carriera che recita un titolo olimpico nel 2000 e la partecipazione a dieci All Star Game.
A Boston è rimasto per cinque campionati, prima aveva indossato le maglie dei Milwaukeee Bucks e dei Seattle Supersonics, da matricola. LeBron James è stato il primo a farsi sentire e su Twitter ha dato 'benvenuto al nostro nuovo compagno di squadra'. Anche Wade non è stato da meno segno evidente che la gelosia non è la principale componente dello spogliatoio di Miami, ha avuto parole importanti: 'La Heat Nation continua a crescere'. Nella formazione allenata dal coach Erik Spoelstra, Allen andrà a dare pronfondità a un attacco già di primissimo livello.
Ora si cerca un uomo che possa dare respiro a Chris Bosh, vero ago della bilancia del gioco rossonero, come hanno evidenziato le gare finali vinte contro Oklahoma City. I nomi che girano sono quelli di Rashard Lewis e Marcus Camby. Attenti ai Lakers, però, perchè l'interesse per Dwight 'Superman' Hovard non si è mai sopito...
Nessuno conferma e nessuno smentisce, ma sembra che dopo le quattro reti degli spagnoli a Kiev lo spogliatoio azzurro sia campo di scontro tra i due giocatori più rappresentanti di questa selezione. Ma il diverbio è durato poco e i due si sarebbero subito chiariti