Domenech: "Non
avevo visto la mano"
La FFF: "Henry non
è stato lasciato solo"
Il ct dei "galletti" spiega: "Come la maggior parte della gente allo stadio, io non l’ho visto, e ho capito cos’era successo soltanto nello spogliatoio. Ecco perché siamo esplosi di gioia a fine gara. Si tratta di un episodio di gioco, che capita 200.000 volte a stagione". Intanto la Federcalcio francese risponde all'attaccante che proprio ieri l'aveva accusata di averlo lasciato solo dopo l’episodio della "mano galeotta"
Parigi, 24 novembre 2009 - Raymond Domenech rompe il silenzio, e a sei giorni dalla sofferta e criticatissima qualificazione ai Mondiali ai danni dell’Irlanda, ribadisce il proprio punto di vista sull’ormai famigerato fallo di mano di Thierry Henry nell’azione del gol dell’1-1 di Gallas. "Come la maggior parte della gente allo stadio, io non l’ho visto, e ho capito cos’era successo soltanto nello spogliatoio. Ecco perché siamo esplosi di gioia a fine gara. Ma - spiega il ct della Francia - la vera questione da dibattere è l’arbitraggio. Si tratta di un episodio di gioco, che capita 200.000 volte a stagione. Ma in Francia abbiamo la tendenza ad autoflagellarci".
Ai microfoni di "France Bleu" Domenech sottolinea inoltre "che Henry sa di aver sbagliato". "L’ho chiamato diverse volte - continua -. Fortunatamente molti giocatori gli hanno manifestato il loro sostegno". Al di là della decisione dell’arbitro Hansson, la Francia ha deluso dal punto di vista del gioco: "Ma è stato il nostro unico brutto match di un’intera qualificazione, secondo me le altre partite sono state buone - obietta Domenech -. Il Mondiale? Non so come andrà, tutto dipenderà dai progressi della squadra".
Non si è fatta attendere la risposta della Federcalcio francese a Thierry Henry, che proprio ieri aveva accusato la FFF di averlo lasciato solo dopo l’episodio della "mano galeotta" e di essersi fatta viva soltanto dopo il comunicato di scuse diramato dallo stesso attaccante del Barcellona. "Henry sbaglia a pensare queste cose - dice il vicepresidente della Federcalcio Noel Le Graet a ‘Le Parisien’ -. Chiedeteglielo e vi dirà che l’ho chiamato venerdì e siamo rimasti almeno mezz’ora al telefono, confermandogli che la Federazione ha la massima stima nei suoi confronti".
"Inoltre - continua Le Graet - mi sembrava molto contento della mia chiamata. Da parte mia non c’è stata ambiguità. Già giovedì mattina avevo preso le sue difese, non gli rimprovero nulla, fatti come questi che lo hanno visto protagonista ne sono avvenuti e ne avverranno ancora. Thierry non è un imbroglione. E lo ha chiamato anche il presidente Escalettes".
agi
