L'arbitro di Francia-Irlanda, "Ho pensato di smettere"
"Mi sono chiesto se ne valeva davvero la pena, se essere denigrato in quella maniera" è Martin Hansson il direttore di gara ad esprimere qualche dubbio, ma alla fine si assolve: "Non è stata colpa mia, è stato uno sfortunato episodio che ha avuto gravi conseguenze per l’Irlanda, ma non è colpa mia nè dei miei assistenti"
Stoccolma, 24 novembre 2009 - "Ho riflettuto e realizzato che non è stata colpa mia, è stato uno sfortunato episodio che ha avuto gravi conseguenze per l’Irlanda, ma non è colpa mia nè dei miei assistenti. Quando ho visto le proteste degli irlandesi ho pensato che si riferissero al gol, poi le immagini hanno chiarito tutto". Non si sente colpevole, assolve se stesso e anche i suoi assistenti, però ammette che i primi giorni dopo Francia-Irlanda, ha pensato di lasciar perdere, di smettere e di chiudere con la carriera arbitrale.
Martin Hansson è il direttore di gara che ha arbitrato e che non ha visto il clamoroso fallo di mani di Thierry Henry che ha permesso alla Francia di andare ai Mondiali e ha infranto i sogni dell’Irlanda. In un’intervista al quotidiano svedese Sydostran, il 38enne direttore di gara internazionale ammette che ci sono stati momenti in cui ha pensato di smettere.
"Mi sono chiesto se ne valeva davvero la pena, se essere denigrato in quella maniera trovasse giustificazione nel mio lavoro - ha dichiarato Hansson -, ad un certo punto ho pensato che tutto questo non faceva per me", aggiungendo che lui e i suoi familiari per tanti giorni sono stati inseguiti da giornalisti e fotografi. Hansson, però, non si sente in colpa, non ritiene che lui e i suoi assistenti siano colpevoli.
Hansson dovrebbe tornare in campo nelle gare di Champions League in programma tra l’8 e il 9 dicembre. "È un bene rientrare per partite così importanti dopo un episodio sfortunato - conclude lo svedese -, ma la cosa più bella di tutte, in questi giorni, è stato il sostegno che ho avuto da giocatori e dirigenti".
