Collina, apertura
alla moviola in campo:
"L'arbitraggio tradizionale è morto"

Il designatore arbitrale: “Così non si può continuare. Gli arbitri scendono sul terreno di gioco sapendo che la partita verrà vivisezionata per cercare gli errori da loro commessi"

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Pierluigi Collina (Prisma)
Pierluigi Collina (Prisma)

Milano, 29 dicembre 2009 - Pierluigi Collina “apre” alla moviola in campo. Lo fa in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport dalla sua Viareggio, dove sta trascorrendo le vacanze natalizie.

“Così non si può continuare - afferma il designatore arbitrale -. Gli arbitri scendono sul terreno di gioco sapendo che la partita verrà vivisezionata per cercare gli errori da loro commessi. E i commenti negativi quasi sempre si sprecheranno. È giusto chieder loro di accettare tutto questo? Faccio una provocazione: a questo punto tanto vale utilizzare la tecnologia, altrimenti l’arbitro resterà l’unico a dover decidere con i suoi occhi mentre tutti gli altri valuteranno le sue scelte utilizzando strumenti sempre più perfetti. Il presidente Platini ha detto una cosa giusta, l’arbitraggio tradizionale è morto: occorre trovare una soluzione per ridurre il gap che oggi è enorme”.

E a chi dice che gli arbitri siano contrari alla moviola perché così resteranno sempre i protagonisti, Collina risponde perentorio: “Ma quando mai...Innanzitutto gli arbitri non hanno potere di decisione sulle regole, potere che spetta all’IFAB, dove non ci sono nostri rappresentanti. E poi - ricorda - provate a fare questa osservazione ad Hansson (l’arbitro di Francia-Irlanda). Un direttore di gara si può rovinare la carriera per un errore, anche dopo anni di sacrifici. E questo per non aver fischiato un episodio che la televisione ha mostrato da 20 angolazioni diverse. Non ci sarebbe motivo per rifiutare. Le polemiche? Non aiutano di certo, ma dagli arbitri cosa si pretende di più? Siamo umani, non robot”.

Nell’attesa che l’IFAB apra alle tecnologie, secondo Collina qualcosa si può comunque fare. “Sono anni che chiediamo la collaborazione di tutti, ma poi la musica cambia poco. Faccio notare una cosa: Benitez perde una gara della Premier League per un gol chiaramente irregolare (la deviazione di un palloncino in Sunderland-Liverpool). Non si nasconde dietro l’arbitro, ma se la prende con la sua squadra per la prestazione negativa. Ecco, in Italia accade quasi sempre il contrario”.

E sugli arbitri di porta, l’ex fischietto viareggino dà un giudizio positivo: “C’è un maggiore controllo delle azioni nella parte più importante del campo, si potranno diminuire gli errori ma - conclude - il confronto con la televisione sarà sempre perdente”.

Fonte Agi

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