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Tifo violento, quattro gli arresti a Napoli in due club della città

Tre episodi sono contestati ai quattro: lancio di molotov per la partita Napoli-Milan del 23 marzo 2008, nello scorso campionato; resistenza pubblico ufficiale per Napoli-Siena del 27 settembre 2009, in questo campionato, nonché lo svuotamento di una curva 20 minuti prima fine di Napoli-Chievo del 31 maggio 2009

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Tifosi del Napoli

Napoli, 9 gennaio 2010 - Sono due i club di ultrà della squadra del Napoli finiti una indagine dei pm partenopei Antonello Ardituro, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone condotta dalla Digos di cui è primo dirigente Antonio Sbordone. “Fedayn” e “Mastiff” sono due sigle storiche del tifo napoletano, anche di quello violento, e a questi gruppi appartengono i due ragazzi finiti ai domiciliari, e i due finiti in carcere dopo l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dal gip del tribunale partenopeo.

Tre episodi sono contestati ai quattro: lancio di molotov per la partita Napoli-Milan del 23 marzo 2008, nello scorso campionato; resistenza pubblico ufficiale per Napoli-Siena del 27 settembre 2009, in questo campionato, nonché lo svuotamento di una curva 20 minuti prima fine di Napoli-Chievo del 31 maggio 2009, match dello scorso campionato. Una quindicina le perquisizioni eseguite contestualmente la notifica dell’arresto ad altrettanti tifosi, e non per gli scontri per Udinese-Napoli, come erroneamente riferito in precedenza, ma nell’ambito di questa stessa inchiesta. Da queste non sono emersi elementi per altri provvedimenti restrittivi, ma seguiranno denunce a piede libero.

Sono state le immagini registrate dalle telecamere del circuito di sorveglianza del San Paolo di Napoli, a consentire l’identificazione dei quattro ultras partenopei arrestati in relazione alle attività violente di alcuni gruppi organizzati della tifoseria. Il primo episodio si riferisce a Napoli-Milan dello scorso campionato, quando uno dei tifosi napoletani appartenente ai “Mastiffs”, insieme ad altre persone non ancora identificate, avrebbe introdotto allo stadio alcune bottiglie molotov per poi lanciarle verso il settore dei tifosi ospiti. A lui è contestata l’accusa di lesioni personali gravissime e incendio.
 

Diversa il capo di imputazione nei confronti per i due tifosi esponenti di rilievo del gruppo “Fedayn”, che nel corso di Napoli - Chievo dello scorso 31 maggio avrebbero intimato ad alcune centinaia di spettatori presenti in curva A di abbandonare gli spalti prima della fine dell’incontro.
 

Un’azione che era stata annunciata prima dell’inizio della partita tramite un volantinaggio effettuato all’esterno dello stadio. Uno dei due, mostrano i filmati, si aggira a torso nudo tra i tifosi e li spinge con voce e gesti ad uscire. Resistenza a pubblico ufficiale è infine il reato contestato all'ultimo dei quattro, che in occasione dell’incontro Napoli - Siena del 27 settembre 2009, avrebbe partecipato agli scontri tra tifosi e agenti di polizia davanti alla curva B. Le indagini sono state condotte da un gruppo di lavoro specializzato della Procura di Napoli e della Digos che opera in riferimento ai reati da stadio.

“Si tratta di balordi, ma persone che comunque sanno fare bene il loro lavoro di ultrà, sanno sfuggire alle identificazioni, e per questo la guardia non può essere abbassata”, dice il capo della Digos Antonio Sbordone. Gli agenti hanno effettuato anche una quindicina di perquisizioni, in abitazioni di altrettanti membri di gruppi “Fedayn” e “Mastiffs”, trovando alcuni temperini, un coltello, due passamontagna, alcuni proiettili, un fumogeno e due manganelli di ferro.

“Ma non si tratta di perquisizioni relative agli incidenti di Udine - precisa il procuratore aggiunto Giovanni Melillo - ancorché è probabile che alcune di queste persone fossero lì domenica”. Secondo Melillo, la camorra “non gestisce i gruppi di tifosi ma alcuni camorristi frequentano lo stadio. Vi partecipano, ma non c’è una regia”. “È però innegabile - aggiunge il questore Santi Giuffrè - che i fatti accaduti a Udine lascino poco spazio ad ulteriori trasferte per i supporters della squadra napoletana. A Udine, grazie anche al barista che riconosce gli aggressori, si arriva agli arresti. Nessuno di quelli scacciati dalla curva, invece, ha fatto denuncia”.

Una serie di azioni che arriva in concomitanza con l’incontro di domenica prossima tra il Napoli e l’Inter “ma si tratta solo di una coincidenza”, precisa il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore.

Agi










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