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Berlusconi e Galliani rilanciano: "A Manchester possiamo farcela"

Ci crede il presidente, ci crede anche l’amministratore delegato. Silvio all'Old Trafford vuole un "Milan indiavolato", e Adriano rilancia: "Possiamo farcela perché quest'anno abbiamo vinto a Madrid e a Marsiglia"

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Milano, 9 marzo 2010 - Niente pronostici, nè percentuali, ma la certezza che il Diavolo può farcela a patto che quello dell’Old Trafford sia, appunto, un "Milan indiavolato". Il presidente Silvio Berlusconi, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, suona la carica in vista del ritorno degli ottavi di finale in programma domani contro il Manchester United. Sarà dura dopo il 3-2 subito in casa a San Siro, ma Ambrosini e compagni devono crederci. "Non faccio percentuali, dico soltanto che il Milan ce la può fare se ci crede - spiega Berlusconi -. E il Milan ci crede, perchè non teme nessuna squadra al mondo, nemmeno il Manchester United. Anzi, sono gli altri che devono temere noi. Serve una partita da grande Milan, ci vuole un Milan indiavolato in cui tutti si esaltano, senza la minima distrazione fino all’ultimo secondo".


Ancora una volta Berlusconi punta su uno dei suoi pupilli. "Chi potrebbe essere l’uomo decisivo? Ronaldinho, perchè l’uomo di maggior classe, capace di fare la differenza con le sue magie. Ma deve convincersi a giocare più avanti, cercando di puntare al gol con maggiore decisione".

Berlusconi assicura di non aver suggerito la formula con Borriello e Huntelaar, spiega che Beckham "è sempre importante per la geometria che dà al gioco e per la sua intelligenza tattica" e poi parla anche di scudetto. "Certo che ci credo. Ci credo dall’estate scorsa, quando dissi che non ci sentivamo inferiori all’Inter e continuo a crederci anche oggi. Siamo staccati di 4 punti che non sono tanti. In fondo la differenza l’hanno fatta i derby, ma il tempo per recuperare c’è". Infine un "in bocca al lupo" per Fiorentina e Inter, le altre due italiane impegnate in Champions: "Ho sempre fatto il tifo per tutte le nostre squadre in Europa".

 

Ci crede Silvio Berlusconi, ci cerde anche Adriano Galliani. Poco prima della partenza per Manchester, l’amministratore delegato del Milan parla della sfida di domani che chiama il "Diavolo" ad una clamorosa rimonta dopo il 3-2 subito a San Siro nel match d’andata.


"Intanto dobbiamo essere lieti perchè siamo in un momento della stagione in cui stiamo lottando per i primi posti in campionato e siamo a Manchester - ha spiegato l’ad rossonero -. Vediamo cosa succederà domani, ma è bello vedere queste partite che per un appassionato di calcio sono le grandi classiche".

C’è ottimismo, anche perchè il Milan visto a Roma fa ben sperare. La gara dell’Olimpico ha regalato a Galliani "buone impressioni, abbiamo giocato una partita che io ho definito importante, abbiamo giocato bene, per gran parte della partita il gioco è stato nostro, non ci siamo fatti nè intimidire nè impressionare da uno stadio tutto esaurito, insomma le caratteristiche delle grandi squadre non le abbiamo mai perse".

 

Oggi il presidente Berlusconi ha suonato la carica in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, domani non sarà a Manchester, ma sarà comunque vicino al suo Milan. "Assolutamente sì, l’incontro che abbiamo avuto prima della partita dell’Olimpico vale per Roma e per Manchester", ha spiegato Galliani che ha poi ribadito di "essere felice di andare a giocare questa partita contro il Manchester United", ma un piccolo rammarico c’è. "Se avessimo vinto con lo Zurigo avremmo affrontato il Lione e forse sarebbe stato un po' più semplice", spiega l’ad rossonero, riferendosi al cammino del Diavolo nella fase a gironi.


"Possiamo farcela, perchè quest’anno abbiamo vinto a Madrid e a Marsiglia - ha proseguito Galliani - Con il Real Madrid abbiamo fatto 4 punti in due partite, ma un soltanto con lo Zurigo, il problema è stato quello, ma domani sera non giochiamo con lo Zurigo". E no, c’è il Manchester che in casa due gol non li ha mai subiti. "Ma questo conta poco, credo che lo United a Milano nelle ultime 4 volte contro di noi non aveva mai segnato, i tabù sono fatti per essere sfatati".

Per Berlusconi può essere Ronaldinho l’uomo decisivo. "per me va bene chiunque - replica Galliani - anche Abbiati con un rinvio lungo. A parte gli scherzi preferisco non addentrarmi in disquisizioni tecniche e tattiche". Se Galliani potesse scegliere, non avrebbe dubbi, tra scudetto e Coppa "tutta la vita la Champions - dice sicuro-. I campionati sono 53 e quindi lo vincono 53 squadre, la Champions League la vince soltanto una. È chiaro che teniamo anche allo scudetto, ma se dovessi scegliere non avrei dubbi e direi tutta la vita la Champions League".

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