Roma al bivio, la società sta per finire a Unicredit
Il futuro del club giallorosso è ancora in ballo dopo una lunga giornata di incontri. Il gruppo bancario vanta un credito di 325 milioni con la Italpetroli Spa, che controlla la squadra
Roma, 6 luglio 2010 - La partita più lunga della recente storia romanista si gioca in due tempi e nessuno crede che possa esserci un rinvio. E invece al termine di una giornata sfibrante finirà così. Il futuro della Roma è ancora in ballo, fino a giovedì prossimo (alle 18) data della ripresa delle trattative tra Rosella Sensi e Unicredit, sebbene le parti siano ormai a un passo dall’accordo.
Il primo tempo si gioca alle 12 in punto nell’elegante quartiere Vigna Clara. In campo c’è un arbitro, il severo professor Cesare Ruperto, padrone di casa e presidente del Collegio chiamato a pronunciarsi sul contenzioso tra le due squadre. Da una parte Unicredit, che vanta un credito con la Italpetroli Spa — controllante della As Roma — di 325 milioni (più gli 80 che Italpetroli deve a Mps), dall’altra una donna sola al comando, Rosella Sensi, che dopo 13 mesi di incontri riservati, botte e risposte a colpi di comunicati ufficiali, deve prendere una decisione. Anzi, La Decisione: firmare il memorandum d’intesa studiato dagli avvocati e lasciare la Roma nelle mani di Unicredit, assieme a numerosi asset di famiglia (terreni, depositi petroliferi, immobili) per onorare i debiti, mantenendo una trentina di milioni in beni, più Villa Pacelli, storica residenza della famiglia. Non ha vie d’uscite la Sensi, trovare l’accordo o affrontare il lodo arbitrale, che Ruperto, ieri sera, si è però sentito di escludere. Comunque vada, la Roma finirà a Unicredit.
Lei non vuole mollare però, e l’incontro del 3 luglio scorso con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta è da interpretare come l’estremo tentativo di non abdicare, o di ricavare il più possibile. La Sensi vuole la delega all’amministrazione della società, mantenendo la presidenza della Roma fino alla cessione. Una mossa in nome del padre Franco, con due condizioni.
La prima: mantenere alto il valore tecnico della squadra, ponendo la clausola secondo la quale non deve essere depauperato il patrimonio giocatori. La seconda: prendere in considerazione ipotesi di cessioni concrete, evitando mediatori senza scrupoli che già in passato avevano creato situazioni squallide. Nel mezzo la nomina dell’advisor (in pole la banca Rothschild) per la vendita.
Il vertice inizia alle 12 e 15. Gli avvocati delle parti discutono il memorandum d’intesa per un due ore e mezza. Poi una pausa. Il secondo tempo va in scena attorno alle 19. Cesare Ruperto garantisce che la cosa si chiuderà in serata. Ma non sarà così. Due ore dopo, lo stop: «Non è un rinvio — spiega Ruperto — ma una sospensione, Non ci sono dissensi, si sta solo puntualizzando tutto». Si va ai supplementari, con un finale già scritto.
di Paolo Franci
Guarda i risultati e le classifiche di serie A e serie B e del fantacalcio di BiZona Magic
| |









