Le storie della Lega Pro. A Busto Arsizio il direttore generale Raffale Ferrara sta facendo un gran lavoro: "Abbiamo un codice etico che va dalla prima squadra alle giovanili: la crescita sana dei ragazzi per noi è una missione"
Busto Arsizio, 3 dicembre 2011 - L'Aurora Pro Patria 1919 (Seconda Divisione gir.A) è una vecchia gloria che punta sulla rabbia giovane. In estate al vertice è cambiato tutto: il nuovo presidente Angelo Zaro, coadiuvato dal prezioso lavoro del direttore generale Raffaele Ferrara, sta cercando di cambiare volto alla società. E ci sta riuscendo, visto che la Pro Patria ora funziona alla grande ed ha intrapreso una nuova politica fondata sui giovani e sulla razionalizzazione dei costi.
"E' vero - ci spiega Raffaele Ferrara -, stiamo puntando sui ragazzi. In particolare sul nostro settore giovanile, che negli ultimi anni ci ha dato diversi elementi di rilievo. Noi vogliamo che la prima squadra sia un intelligente mix tra giocatori esperti e giovani talenti. Attualmente nella formazione titolare ci sono in pianta stabile almeno un paio tra 91, 92 e 93".
Ma si punta sui giovani per necessità o perché si tratta di una missione precisa? "C'è la ferma volontà di ripartire dai ragazzi. No, non è una questione di necessità. Certo imbottire la prima squadra di under ci permette di abbassare i costi. Ma continueremo a farlo anno dopo anno, è il nostro porgetto. Crediamo che in Lega Pro sia fondamentale operare così".
Parliamo del settore giovanile. Chi è che lo segue e come si sviluppa il vostro piano? "In prima persona me ne occupo io. Poi abbiamo una luinga serie di tecnici molto bravi e preparati. Attualmente abbiamo circa 200 ragazzi iscritti. Copriamo tutte le categorie, dai Pulcini alla Primavera. Dal 12 luglio, il giorno in cui è partito il nuovo progetto societario, ci siamo ripromessi di far girare tutto su di loro. E poi c'è il grande progetto della Scuola Calcio"
Di cosa si tratta? "In realtà una Scuola Calcio c'è già, ed è rivolta ai piccolissimi, ai bimbi fino a 8 anni. Dall'anno prossimo però vogliamo estendere la Scuola anche alle categorie superiori. Partirà a pieno regime dalla stagione prossima. Quest'anno eravamo troppo impegnati a riassettare la prima squadra, dopo le varie vicissitudini. Con più serenità potremo ripartire meglio con tutto il settore".
E' vero che all'interno della vostra squadra esiste un codice etico? "Il nostro fermo obiettivo è quello di tenere legati a doppio filo la prima squadra e settore il giovanile. Deve esserci una precisa osmosi tra le due realtà. Ovviamente questo tipo di legame è facilitato dalla presenza stabile dei ragazzi in prima squadra. Quindi il codice etico esistente in prima squadra, un regolamento interno al quale tutti devono attenersi tutti indistantemente. Vale anche per il settore giovanile. Vogliamo creare degli ometti che sappiano stare bene nella società, oltre che nella Pro Patria".
Tra i vostri ragazzi ci sono tanti giovani che vengono dalle vostre zone. So che c'è anche una bella storia. "Si, abbiamo un ragazzino di 15 anni che attualmente vive in una casa famiglia. E' seguito benissimo, il tutor che lo segue con lui sta facendo un gran lavoro. Vogliamo che la Pro Patria sia un punto di riferimento per tutti i ragazzini del territorio. So che c'è un fitto passaparola in zona, tutti sanno che il settore giovanile della Pro Patria sta diventando una bella realtà sia a Busto Arsizio, sia in tutto il comprensorio. Ne siamo orgogliosi".
Farete qualcosa di speciale a Natale? "Si, abbiamo in programma una visita in ospedale a Busto, come facciamo tutti gli anni. In più ci sarà una maxifesta per tutti i tesserati della società nel Teatro Sociale della città. Una bella occasione per scambiarsi i regali e cementare i rapporti"
Quali sono i giovani più promettenti? "Mi permetto di fare tre nomi: Ghidoli, Chiodini e Taino. Stanno facendo molto bene e vorrei puntualizzare: non abbiamo avuto nessuna richiesta da società di categorie superiore. Ce li coccoliamo, con loro crescerà bene tutta la nostra 'cantera'"
di Paolo Rosato
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