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Pirlo sarà decisivo nella sfida Milan-Juve

Galliani è pentito

di Enzo Bucchioni

 

Juvetnus, Andrea Pirlo (foto Newpresse)
Juvetnus, Andrea Pirlo (foto Newpresse)

Il sorpasso del Milan e il controsorpasso della Juve sono più eccitanti di una gara di Formula Uno. Campionato ricco, almeno di emozioni. E sabato a San Siro ci sarà un faccia a faccia alla Merkel-Sarkozy. In attesa, ci chiediamo quante volte Galliani si sarà pentito di aver regalato Pirlo alla Juve. Quante volte, Adriano? E almeno reciti un atto di dolore. Proprio Pirlo ha segnato ieri al Catania il suo primo gol in bianconero e firmato una rimonta che sembrava difficile e strada facendo stava diventando complicatissima.

Una punizione di Pirlo alla Pirlo ha sistemato i conti e la classifica. Poi è venuta fuori la solita rabbia, l’aggressività, la voglia terribile di una Juve che però (udite,udite!) a noi nelle ultime settimane sembra meno lucida e meno rapida. Conserva un carattere straordinario, Conte ha forgiato un gruppo d’acciaio e questa è la forza che metterà in campo anche sabato nello scontro forse decisivo, però tutto il resto sembra meno brillante.

Marchisio è stanco e si vede. Borriello e Quagliarella non sono il mix giusto per l’attacco. Dall’esterno viene meno spinta. E’ solo un piccolo blocco psicologico in attesa del Milan? Vedremo.

Intanto la Juve è davanti di due punti a parità di gare giocate e oggi tocca ai rossoneri rimettere a posto le cose. Senza il Boateng decisivo in coppa e senza Ibra sarà la stessa musica sinfonica rossonera? Non ne siamo così certi, ma dopo Udine il Milan ha ritrovato l’orgoglio e il gioco perduti in gennaio. Non è poco.

Juve e Milan esprimono comunque gli unici valori da scudetto di questa stagione. All’Inter invece è rimasta soltanto la simpatia di Fiorello, tifoso divertente e intelligente. Ieri su Twitter ha difeso Ranieri dopo aver massacrato Gasperini a suo tempo. Ci perdoni, ma questa volta sbaglia.

E’ vero che l’Inter è squadra vecchia e lo motivazioni con il tempo sono evaporate, ma il calcio di Ranieri è ancora più vecchio della squadra. Forse a volte basterebbe far giocare qualcuno più vivo (ma non ha mai pensato a un centrocampo con Palombo, Poli e Faraoni ?). O forse sarebbe meglio schierare Sneijder dietro due punte (suo ruolo naturale) o Forlan più vicino alla porta e non esterno. Ma se Ranieri ha paura prima del Novara e poi del Bologna e gioca con un solo attaccante, si copre in continuazione e tiene troppi uomini dietro la palla, che colpa abbiano noi critici che non abbiamo mai pensato Ranieri allenatore da grande squadra? La storia nel calcio vale più dei cinguettii.

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