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Calcioscommesse,
gli ungheresi hanno
sostituito gli zingari

L'organizzazione
aveva base a Singapore

Vincite e pagamenti venivano effettuati da un emissario. Gli investigatori hanno fotografato Choo Beng Huat all'arrivo alla Malpensa il 4 novembre 2011 e quando è ripartito aveva il trolley che pesava un chilo in meno: il denaro consegnato. Sco: ora l'indagine punterà al riciclaggio

Una riunione con Sculli, Criscito e il bosniaco Altic
Una riunione con Sculli, Criscito e il bosniaco Altic

Cremona, 28 maggio 2012 - Il gruppo dei cosiddetti ungheresi ha sostituito quello degli zingari nel ruolo di promotori delle partite combinate in serie A e B nel campionato italiano. E’ quanto emerge dall’inchiesta che oggi ha portato all’arresto di calciatori e scommettitori in Italia, Ungheria e Singapore.

Secondo quanto è emerso dalle indagini, un’organizzazione di Singapore scommetteva su partite del campionato italiano utilizzando la mediazione di un’organizzazione di ungheresi. Il denaro poi vinto a Singapore veniva portato dai leader dell’organizzazione in Italia in aereo.

Gli investigatori hanno fotografato Choo Beng Huat che è arrivato a Malpensa il 4 novembre 2011 e quando è ripartito aveva il trolley che pesava un chilo in meno. Gli investigatori ipotizzano che quel chilo in meno sia stato denaro consegnato in Italia.

 

SCO: IL PROFILO DELL'INDAGINE ORA E' IL RICICLAGGIO  - “Il profilo nuovo di questo indagine è rappresentato dal riciclaggio relativo agli ingenti flussi di denaro che da Singapore (dove c’era il vertice dell’organizzazione, ndr.) sono confluiti sui conti correnti personali appositamente aperti in banche svizzere”. E’ quanto ha affermato, tra l’altro, Gilberto Caldarozzi direttore del Servizio centrale della polizia (Sco) nel corso della conferenza stampa sugli sviluppi dell’inchiesta di Cremona sul calcioscommesse.

Il reato di riciclaggio in concorso è stato contestato all’ex bomber della Nazionale Giuseppe “Beppe” Signori, al suo amico ed ex calciatore Luigi Sartor, al suo ex commercialista Daniele Ragone e a Luca Burini. Signori e Sartor, già arrestati nella prima tranche dell’inchiesta risultano indagati a piede libero, mentre Ragone e Burini sono stati posti agli arresti domiciliari.


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