di Enzo Bucchioni
Firenze, 30 maggio 2012 - Caro professor Mario Monti, gli italiani le hanno dato praticamente tutto, dall’Imu al sangue. Hanno accettato riforme e sacrifici in nome e per conto di un bene comune. Ma sul calcio non scherziamo. Digiamolo, farebbe La Russa: questa volta ha esagerato.
Chiudere gli stadi per due o tre anni più che un’idea sembra una provocazione che respingiamo sdegnosamente al mittente. E’ vero, il degrado morale del pallone è a livelli intollerabili, le sue sensazioni sono le nostre sensazioni, ma lei è sicuro che il Paese Reale sia molto diverso? Una volta si diceva che il calcio è lo specchio della società: esatto.
Seguendo il suo ragionamento, potremmo allora chiederle di chiudere immediatamente la Camera e il Senato dove siedono centinaia di indagati, percentualmente un numero molto superiore a quello dei calciatori infedeli. Impossibile e impensabile, naturalmente.
E allora? Il calcio, come il paese, ha bisogno di grandi riforme capaci di ridare un senso tecnico e morale a un movimento allo sbando. Invece di chiudere, professor Monti apra i suoi uffici, convochi i dirigenti del pallone e imponga pulizia radicale, regole serie e modernizzazione. Magari tornerà anche a divertirsi...