Europei 2012: alle 20,45 l'Italia affronta l'Inghilterra. Balotelli non dovrà cadere nelle provocazioni
dall'inviato Alessandro Fiesoli
Kiev, 24 giugno 2012 - E’ UNA PARTITA che manca al calcio italiano da quattro anni, dal quarto di finale a Vienna con la Spagna. E ora che è tornata, c’è da non farsela scappare. L’Italia può riuscirci, a patto di metterci grande attenzione: la squadra di Prandelli ha più volume di gioco, più tecnica, rispetto all’Inghilterra modellata da Capello e ora nelle mani di un altro tecnico che ci conosce molto bene come Hodgson. Gli azzurri dovranno sostenere il peso di condurre la partita, di costruirla, senza farsi prendere di sorpresa da quello che per tradizione sarebbe il nostro, di contropiede, e che è diventato «made in England», modello Chelsea.
I maestri si sono fatti furbi, e passano la metà campo per preparare la zampata di Rooney. La tradizione capovolta, e del resto l’ultima volta contro gli inglesi è stato nel ’90, finale del terzo posto a Bari del mondiale italiano, svariate ere calcistiche fa, e nel frattempo molte cose sono cambiate. Terry e compagni cercheranno, con ogni probabilità, di sfruttare la generosità di gioco dell’Italia, stando tutti dietro la linea del pallone per poi ripartire, in velocità. Da una parte il gruppo azzurro, dall’altra Gerrard e Rooney. E dire che i loro due campioni sono i più pericolosi, è scontato. Manca Chiellini, sperando che la sua assenza non pesi troppo, sostituito da Bonucci. Confidando anche nel fatto che la coppia juventina ritrovi i movimenti e gli equilibri della difesa a quattro.
SQUADRA CORTA, con i raddoppi sulle fasce per non lasciare soli Abate e Balzaretti, un lavoro doppio per De Rossi e Marchisio, al servizio anche di Pirlo, con Cassano e Balotelli forza d’urto contro una difesa che ha ballato, e non poco, nel secondo tempo con l’Ucraina. Prandelli lo ha aspettato tanto, Balotelli, e il ct stasera si aspetta di essere ripagato. Gli inglesi sanno chi è, lo temono ma conoscono anche i suoi punti deboli, solo che anche pensar male stanca, Balotelli metta in pratica tutto il bene che pensa di se stesso e dia ragione al suo commissario tecnico. Per quanto riguarda la formazione, Montolivo dovrebbe averla spuntata su Thiago Motta. Come on Italy, e attenti al contropiede. Non facciamoci rubare l’idea.
dall'inviato Alessandro Fiesoli
Nessuno conferma e nessuno smentisce, ma sembra che dopo le quattro reti degli spagnoli a Kiev lo spogliatoio azzurro sia campo di scontro tra i due giocatori più rappresentanti di questa selezione. Ma il diverbio è durato poco e i due si sarebbero subito chiariti