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Europei 2012, Prandelli:
"Germania non è invincibile,
meglio rischiare che soffrire"

"Cassano stanco? Averne così..."

Dopo Italia-Inghilterra, Prandelli sceglie la linea 'morbida'. Per la sfida con la Germania, le idee sono chiare: "Meglio rischiare che stare a soffrire". La nostra è una nazionale che "non ha il braccino corto"

Cesare Prandelli (Ansa)
Cesare Prandelli (Ansa)

Kiev, 25 giugno 2012 - Cesare Prandelli si gode il successo di Italia-Inghilterra, con la qualificazione alle semifinali degli Europei 2012, e preferisce non togliersi i sassolini dalle scarpe. "Mi piace tenerli tutti nelle scarpe: così mi ricordo meglio", dice il ct in conferenza stampa.

"Non so se ora qualcuno salirà sul carro -aggiunge Prandelli -. Siamo bravi nel tackle, e diamo anche qualche calcione".

Cassano ieri è sembrato il giocatore che ha sofferto di più, ma il ct lo promuove ugualmente: "La partita con l'Inghilterra era la più difficile per Mario (Balotelli) e Antonio. Nonostante questo, Cassano ha tirato tre volte e ha fatto due assist importanti. E' chiaro che dopo l'infortunio un po' può pagare, più nel ritmo gara che per la fatica, ma questo lo sapevamo. Certo che, anche se stanco, averne di Cassano anche solo per 40-50 minuti...".

Quindi, come sempre, non dà certezze sulle sue prossime scelte: "Ora devo valutare, poi deciderò". Parole che sembrano aprire le porte a cambi nella formazione, anche in attacco. Prandelli ha anche sottolineato come solo Ogbonna e Borini non siano stati impegnati. “Oltre Fabio e Angelo sono stati tutti impiegati, quindi vuol dire che sono tutti importanti, sono convinto che anche cambiando assetto tattico possiamo avere equilibrio”.

VERSO LA GERMANIA - Per il ct Italia-Germania 4-3 del '70 era "la partita", su giovedì il ct è piuttosto chiaro: “Dobbiamo giocare con la consapevolezza di poter fare la nostra partita, dobbiamo rischiare e non difendere la nostra area, preferisco prendere gol in contropiede piuttosto che stare 20 minuti a soffrire”

I tedeschi, sottolinea il ct,  avranno più tempo per riposare. “Ci giochiamo il 50% di recupero su cinque giorni e sono pochi, queste gare servono per dare non solo sicurezza alla squadra, ma anche per far capire a chi parla di noi che ci sono tanti modi per arrivare al risultato”. Anche perché la "Germania è forte, ma non invincibile".

L'Italia, comunque, "non è una squadra col braccino corto". Generosi e, per ora almeno, vincenti.

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