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Europei 2012, Italia-Spagna
Balotelli e Cassano
per fare la storia d'Europa

Una corrida per gli azzurri

Abate o Balzaretti sulla destra l’unico dubbio del Ct. La difesa a quattro, Montolivo confermato. Alle 20,45 la sfida a Kiev. Arbitra Proenca, lo stesso di Italia-Inghilterra

di Alessandro Fiesoli

Antonio Cassano, Mario Balotelli e il ct Cesare Prandelli (Ansa)
Antonio Cassano, Mario Balotelli e il ct Cesare Prandelli (Ansa)

Kiev, 1 luglio 2012 - QUASI NESSUNO lo avrebbe detto, due anni fa, quando Prandelli prese in mano una nazionale a pezzi. Ha fatto molto presto e molto bene, il ct. Ma ora che ci siamo, in una clamorosa finale europea strappata ai dubbi, ai guai e ai limiti (che invidia, a proposito, per gli stadi polacchi) del nostro calcio da una nuova e coinvolgente Italia, rifondata sulla forza e il valore del gioco da un ct che se un mese fa avesse dato appuntamento a Kiev si sarebbe preso come minimo di visionario, è il momento di provarci. Senza lasciarsi stordire dalle illusioni, senza farla all’improvviso troppo facile, perché la Spagna domina in lungo e in largo da quattro anni, non perde da diciannove gare, fin qui nel torneo ha preso solo un gol, quello di Di Natale, e sa come vanno affrontate queste partite, ma l’Italia se la gioca. Difficile, ma non impossibile.

Ci soffrono, i campioni di tutto. Più equilibrata di quanto non si potesse pensare alla vigilia dell’Europeo e prima della sfida di Danzica del 10 giugno. Grazie a quel primo tempo, la nazionale ha preso fiducia. E Prandelli ci ha messo tutto il suo, di coraggio, rischiando su Cassano e soprattutto su Balotelli, senza la paura di sbagliare. Italia più in crescita, fra Inghilterra e Germania, Spagna costante, meno sfarzosa, meno ‘encantadora’, in difficoltà con la Croazia e ad andamento lento con il Portogallo, ma alla fine sempre presente all’appello, e ora affascinata dalla possibilità di un ‘triplete’, Europeo-Mondiali-Europeo, mai riuscito a nessuno.


Grandi manovre a centrocampo, e la necessità di mettere un freno a Iniesta, il più pericoloso a Danzica. Da quella parte, dovrebbe rientrare Abate, per dare il cambio a Balzaretti, sfiancato dal grande sforzo contro inglesi e tedeschi.
Era quarantaquattro anni fa, a Roma, l’Italia di Valcareggi campione d’Europa. Nel Duemila, ci ha provato Zoff, fermato sul più bello dalla Francia.
Ora che Prandelli ci ha portati fin qua, ci sarebbero un trono da rovesciare, un’Europa da riconquistare, un’impresa da completare.
 

di Alessandro Fiesoli

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QS Euro

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