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Europei 2012, i promossi
Ecco che cosa resterà

E quello che non resterà

Dal dieci e lode (con ringraziamento) per Iniesta al 7 di Cristiano Ronaldo. Ecco i protagonisti in positivo

dell'inviato Leo Turrini

Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Repubblica Ceca (Afp)
Cristiano Ronaldo durante Portogallo-Repubblica Ceca (Afp)

INIESTA. Beh, è troppo facile. Bisognerebbe cambiargli il nome. Chiamiamolo Mister Football e non parliamone più. Il calcio è lui, nella modernità intelligente messa al servizio dello spettacolo. Non sarà mai potente come Ronaldo o irresistibile sotto porta come Messi. Eppure, se volete insegnare a un bambino come si ‘deve’ giocare al pallone, obbligatelo a guardare i video di Iniesta. Voto: 10 e lode con ringraziamento, perché se non ci fosse andrebbe inventato.
 

PRANDELLI. L’uomo delle gite nei santuari. Ma anche, sissignore, il primo commissario tecnico nella storia recente dell’Italia non prigioniero dei preconcetti. Ha avuto il coraggio di scommettere su due tipi strani strani come Cassano e Balotelli, quando nessuno era disposto ad assumersi il rischio. E ha predicato, come un diacono della pedata, un messaggio nuovo: anche gli azzurri possono e debbono provare a fare la partita, evitando di limitarsi ad aspettare gli avversari per colpirli in contropiede. Non è un genio, ma una persona perbene. Uno nel quale conviene avere fiducia. Orate fratres, oremus. Voto: 9 (ma bisognerebbe spiegargli, con calma, che Nostro Signore non fa il tifo per nessuno…)

CASILLAS. Non so se abbia anche lui, come Buffon, un tabaccaio di fiducia. So invece che nei momenti decisivi non tradisce mai. In Sud Africa salvò le Furie da un rigore del Paraguay in un momento drammatico. All’Europeo ha risollevato la truppa quando sembrava che dal dischetto potessero spuntarla i portoghesi. Un grande portiere, un leader. Peccato solo per le tette rifatte di Sara Carbonero, la telegiornalista padrona del suo cuore. Erano meglio al naturale. Voto: 8,5.

PIRLO. D’accordo, il cucchiaio agli inglesi. Ma quella è la copertina. Oltre la quale c’è un romanzo affascinante da rileggere. Formidabile maestro del centrocampo, a dispetto dell’età. Non clonabile. Il vero guaio, per l’Italia che verrà, è che il tempo non si ferma e nel 2014 lo juventino sarà un Venerabile. Impossibile ipotizzarne la sostituzione. Voto: 8.

BALOTELLI. Lasciamo stare i pettegolezzi. Il gossip. La Fico. Gli strip in campo. Le urla furiose da ex panchinaro. Lasciamo stare, insomma, tutto la panna montata e tutta la fuffa. Stiamo alle cose concrete. E’ l’unico giovane italiano ad avere la statura di fuoriclasse internazionale. Terrificante la sua partita contro i tedeschi. Inimmaginabile ricominciare a discuterlo. Voto: 7,5.

RONALDO. Era partito male, dando l’impressione di patire l’assenza di un punto di riferimento come Mourinho. Ma dalla terza partita è esploso. Forse poteva fare di più nella semifinale contro gli spagnoli. Del resto, se c’è uno che sa quanto sia difficile far gol a Casillas (e saltare Sergio Ramos…), beh, quello è lui. Voto: 7.

I BOCCIATI DELL'EUROPEO

Leo Turrini

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QS Euro

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