CALCIOMERCATO

Edy Reja allenerà l’Hajduk Spalato
"Una società dalle grandi tradizioni"

Il tecnico goriziano prenderà le redini dl club croato, lo ha ufficializzato lo stesso club. "Ho firmato un biennale. Il progetto è ambizioso. Quest’anno sarà di transizione, il prossimo anno invece punteremo alla vittoria dello scudetto"

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  Edy Reja (Alive) Roma, 18 ago. - Edy Reja e’ il nuovo allenatore dell’Hajduk Spalato. L’ha ufficializzato la stessa societa’ croata sul proprio sito internet.

"Sono stato contattato la settimana scorsa dalla dirigenza croata, hanno insistito ed ho accettato. Ho firmato un biennale. Il progetto è ambizioso. Quest’anno sarà di transizione, il prossimo anno invece punteremo alla vittoria dello scudetto. Ho accettato la destinazione Spalato perchè come città somiglia molto a Napoli, i tifosi sono passionali come i napoletani".

 

"Sono approdato in una società dalle grandi tradizioni, è stato emozionante quando mi hanno presentato, quando sono entrato nelle sale del club. Vogliamo fare bene quest’anno, lavorare in prospettiva futura e il prossimo anno cercare di vincere il campionato".


La lingua non sarà un problema
, "capisco lo slavo e lo parlo - conferma a Sky Sport 24 - E comunque mi farò capire, con i giocatori ci vogliono due o tre parole chiare, la lingua del campo la conosco".


Spalato gli ricorda per certi versi Napoli, "sono due società del meridione e siamo alla pari come intensità, come calore", e ammette di essere stato vicino al ritorno ai partenopei, anche se in altre vesti. "Eravamo d’accordo che a settembre ci saremmo sentiti perché entrassi a far parte dell’area tecnica", rivela Reja.


Il tecnico friulano farà dunque da spettatore nella prossima serie A dove la corsa scudetto sembra ristretta a due nomi. "Quest’anno la Juve ha fatto interventi importanti - l’opinione di Reja - Sarà competitiva e lo sarà fino in fondo, ha mezzi e caratteristiche per competere alla pari con l’Inter. Il Milan? Mi piace ma è un gradino sotto rispetto alle altre due". 

 

Calciatore di discreto talento, era un centrocampista atleticamente ben impostato, venne prelevato giovanissimo nel natio Friuli da Paolo Mazza che lo portò a Ferrara nella Spal. Esordì giovanissimo in Serie A e, assieme a Fabio Capello, Luigi Pasetti e Adriano Zanier vinse, nel 1965, lo scudetto Primavera. Nella sua carriera di calciatore, che durò dal 1963 al 1975, oltre a quella della Spal, vestì le maglie del Palermo, dell'Alessandria e del Molinella con cui chiuse.

A partire dal 1979 iniziò una lunga carriera di allenatore che lo portò ad allenare diverse squadre di serie minori nel corso degli anni ottanta, fino ad arrivare in Serie B con il Pescara.


Ha ottenuto ben quattro promozioni in Serie A: la prima con il Brescia nel 1997, la seconda con il Vicenza nel 2000 , la terza alla guida del Cagliari nel 2004 e la quarta con il Napoli nel 2007. Nella stagione 1991-1992 sfiora con il Cosenza la promozione nella massima serie, svanita solo nell'ultima giornata di campionato allo Stadio Via del Mare di Lecce; infatti, Reja ha ottenuto i primi successi proprio a Cosenza dove ha conquistato la permanenza in Serie B nello spareggio vinto contro la Salernitana e nella stagione successiva ha mancato la promozione in Serie A per un solo punto in classifica. I calciatori più utilizzati da Reja, protagonisti di quel Cosenza spavaldo e arrembante, furono il bomber Oberdan Biagioni, Luigi Marulla e l'organizzatore di gioco Luigi De Rosa.


Dopo la fortunata esperienza di Cagliari, nel 2005 arriva a Napoli come sostituto di Giampiero Ventura, primo allenatore del Napoli di Aurelio De Laurentiis, e, nonostante un organico inizialmente composto in prevalenza da giovani semisconosciuti ed in seguito rafforzato nel mercato di riparazione, riesce a raggiungere i play-off, persi poi con l'Avellino in due soffertissime partite di finale.
Nella stagione successiva, con un organico più completo, il tecnico goriziano domina il campionato e riesce ad ottenere agevolmente la promozione in Serie B, dove poco dopo retrocederà per illecito sportivo e per la prima volta la Juventus, neo-campione d'Italia, perdendo lo scudetto.


Nel 2006 con il Napoli affronta uno dei tornei cadetti più difficili ed equilibrati di sempre. Oltre alla presenza della Juventus, ci sono compagini come il Genoa, il Bologna, il Brescia e il Piacenza, più Mantova e Rimini. Il Napoli, nonostante le tante difficoltà di una neopromossa, riesce a mettersi sulla scia dei bianconeri chiudendo la stagione al secondo posto dietro i torinesi e davanti al Genoa, ottenendo la promozione diretta grazie a un distacco dalla quarta di 12 punti (che dà diritto ad evitare i play-off).


Nel 2007, durante la quarta stagione consecutiva alla guida del Napoli, ritrova finalmente la massima serie. Sin dalle prime giornate, grazie anche ad una campagna acquisti mirata a giovani di qualità, integrata con calciatori di esperienza, il Napoli di Reja risulta essere tra le sorprese d'inizio stagione: batte 2 volte l'Udinese vincendo 5-0 ad Udine e 3 a 1 a Napoli, pareggia 4-4 all'Olimpico contro la Roma e batte sul proprio terreno la Juventus (3-1), la Fiorentina (2-0), il Palermo (1-0), il Milan (3-1) e l'Inter (1-0), che al San Paolo rimedierà la prima sconfitta stagionale. I partenopei chiudono la stagione 2007/2008 all'ottavo posto, guadagnandosi l'accesso in Intertoto.
Viene confermato alla guida del Napoli anche nella stagione 2008/2009. Superata con successo l'Intertoto, il tecnico goriziano esordisce in Coppa Uefa dove però, dopo aver vinto i preliminari, viene eliminato al primo turno dal Benfica.


Il 10 novembre 2007 in occasione della sfida allo Stadio "Renzo Barbera" contro il Palermo
, Reja ha raggiunto le 700 panchine in carriera. Attualmente detiene, insieme ad Ottavio Bianchi, il record di allenatore che ha seduto per più anni consecutivi sulla panchina del Napoli (quattro, dal febbraio 2005 al marzo 2009).
Il 10 marzo 2009, alle 23.20 circa, dopo 9 partite in cui il Napoli raccoglie appena 2 punti, viene esonerato - dopo 4 anni e 188 panchine tra campionato e coppe - e sostituito con Roberto Donadoni. De Laurentiis, parlando della decisione di sostituirlo, lo definisce "un amico, uno di famiglia, uno che avrà sempre la porta aperta in casa-Napoli".

 

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