Addio Ballerini, non ti dimenticheremo Un mare di folla a Casalguidi
Casalguidi e Cantagrillo si sono fermate all'arrivo del feretro. Compaesani, campioni e semplici tifosi in fila per rendere omaggio alla salma. Il popolo di internet chiede una dedica speciale: "Intitoliamogli il Giro"

Pistoia, 10 febbraio 2010 - SEMBRAVA proprio il traguardo di una corsa ciclistica: ieri pomeriggio, di fronte alla sede della Misericordia di Casalguidi dove è stata allestita la camera ardente per Franco Ballerini, la folla era radunata su entrambi i lati della strada, e all’arrivo della salma, accompagnata dalla "scorta tecnica" dei motociclisti che seguono i dilettanti, il campione è stato omaggiato da un applauso carico di commozione. Come quando coreva o vinceva a bordo dell’ammiraglia della Nazionale.
Erano da poco passate le 16 e il feretro è stato subito posizionata all’interno della Sala Francini, sotto un’immagine di Ballerini al traguardo della sua ultima Parigi-Roubaix. Quando il feretro è stato aperto don Renzo Aiardi parroco di San Pietro a Casalguidi ha impartito la benedizione. Numerosissimi sono stati coloro che fin dal primo pomeriggio e con un flusso quasi ininterrotto hanno iniziato a radunarsi in Piazza Vittorio Veneto per dare l’ultimo saluto a questo grande uomo di sport, ma soprattutto a colui che per tutti era prima di ogni altra cosa un amico.
Il suo valore come persona, e il legame che aveva saputo stabilire, sono stati infatti al centro dei ricordi delle numerose personalità dello sport intervenute, tra cui Paolo Bettini, visibilmente scosso e incapace di trattenere le lacrime, Francesco Ginanni, corridore della Diquigiovanni-Androni residente anche lui a Casalguidi e Luca Scinto, direttore sportivo della ISD-Neri, che ha ricordato il modo in cui Franco riusciva a porsi di fronte a tutti, riuscendo sempre a sistemare ogni problema.
"Le doti notevoli che Franco aveva nello sport – afferma Fabrizio Fabbri, suo direttore sportivo alla Mapei – le portava anche nella vita, riuscendo ad essere un esempio non solo in bici, ma anche come uomo. Ha lasciato messaggi importanti, che spero siano colti". Fabbri svela che alla prima Roubaix vinta, per incitarlo a tener duro negli ultimi 10 km gli ripeteva: “Vai che
Gianmarco a casa che ti aspetta”. I figli erano il suo unico doping".
TRA LA FOLLA spunta l’ex calciatore Fabrizio Ravanelli, appassionato di ciclismo ed amico di Franco. "Al di là del suo valore sportivo – ha sottolineato – credo sia stato una persona straordinaria, pronta a qualsiasi tipo di dialogo: lascia un enorme vuoto".
ACCANTO ai rappresentati del mondo dello sport ha partecipato praticamente tutta la popolazione di Cantagrillo e Casalguidi, dimostrando con la presenza e attraverso i volti commossi all’uscita della camera ardente, un affetto per Franco Ballerini che va ben oltre l’ammirazione o il tifo sportivo. "Era uno di noi, era uno del paese", continuavano a ripetere in molti, attendendo l’arrivo della salma. Ballerini ha saputo quindi essere un grande ciclista, un commissario tecnico vincente e una valida guida per molti corridori, ma soprattutto ha saputo dare a tutti, uomini di sport o compaesani che fossero, la sua sincera amicizia. Del ciclismo è stato spesso detto che è uno sport in grado di portare i campioni vicino alla gente, ed è questo, forse, uno degli aspetti che Franco ha saputo meglio interpretare e onorare attraverso suoi valori, la sua disponibilità, il suo modo di essere.
I FUNERALI si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 15, nella chiesa di San Pietro a Casalguidi. Nel paese è stato disposto il lutto cittadino dalle 15 alle 18: le bandiere degli edifici pubblici sono issate a mezz’asta, gli uffici comunali e la biblioteca resteranno chiusi e le strutture produttive e commerciali sono invitate a sospendere l’attività.
casalgudi ha perso non solo il suo uomo più importante ma soprattutto il più amato.
di Leonardo Rafanelli
