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Vuelta, tappa a Erviti Rodriguez soffia la maglia ad Anton

Nuovo successo per la Caisse d'Epargne che con l'iberico fa suo il traguardo di Vilanova i la Geltrù. Cambio al vertice: il portacolori della Katusha sprinta per l'abbuono e guadagna i 2 secondi necessari per volare in testa alla classifica

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Imanol Erviti, 26 anni (Ansa)
Imanol Erviti, 26 anni (Ansa)

Roma, 7 settembre 2010 - La giornata di riposo non ha certo fatto male agli uomini della Caisse d’Epargne, che coglie il secondo successo consecutivo alla 65esima Vuelta Espana con Imanol Erviti, che bissa così la vittoria dell’altro ieri di David Lopez Garcia. Il 27enne spagnolo di Pamplona, la città di Miguel Indurain, si aggiudica per distacco la decima tappa, la Tarragona-Vilanova i la Geltrù di 175,7 chilometri, scappando tutto solo verso il traguardo ai circa -17, in cima all’ultima salita.
 

Sfruttando le sue doti di passista (è alto 193 centimetri), l’iberico ha ingaggiato una sorta di cronometro a distanza con gli ex dieci compagni di fuga, incapaci di mettersi d’accordo per colmare la forbice. E così, Erviti ha capitalizzato il vantaggio conquistando il suo terzo successo il carriera, il secondo alla Vuelta, il terzo della Spagna in questa edizione della prestigiosa corsa.
 

"Quando ho visto il gruppo avvicinarsi - ha raccontato Erviti - sono andato via da solo. Ho preso subito pochi secondi che sono riuscito a conservare in virtù delle mie doti di passista. Vinco poco? Ma il mio lavoro è mettermi al servizio della squadra. Quando vincono i miei compagni, faccio festa anch’io".
 

Insomma, il quadro del perfetto gregario. La fuga giusta parte quasi subito: sono in dodici, con dentro Philippe Gilbert (Omega Pharma-Lotto), ex leader e sempre pericoloso in chiave classifica. Il campione belga capisce che, con lui davanti, gli altri avrebbero poche chance di farcela e così si fa riassorbire.  
 

Restano dunque in undici, con dentro Mauro Finetto (Liquigas) e Giampaolo Cheula (Footon-Servetto): scarto massimo di 5’38", il gruppo non si danna l’anima e per Erviti è possibile organizzare il ‘golpe'.
 

In una tappa movimentata ma non impossibile, cambia il padrone della maglia rossa. Joaquin Rodriguez spinta al traguardo intermedio del Km. 41, finisce terzo dietro Cavendish e Farrar ma conquista quei 2" che gli permettono di scalzare dalla testa della classifica il connazionale Igor Anton (Euskaltel-Euskadi) secondo a 2".
 

L’italiano Vincenzo Nibali (Liquigas) resta terzo a 4" dallo spagnolo della Katusha, che domani dovrà difendere il primato nella undicesima frazione, la Vilanova i la Geltrù-Andorra di 208,4 chilometri con meta in salita e tanto terreno per attaccare. Infine, caos in casa Saxo Bank: Riis manda via il lussemburghese Andy Schleck e l’australiano Stuart O'Grady per un drink di troppo che contravveniva al regolamento del team.

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