Il siciliano ci prova due volte nell'ultima salita. Paga dazio Evans che perde terreno dal gruppo dei migliori
La Toussuire - Les Sybelles, 12 luglio 2012 - La seconda e ultima tappa alpina nel segno di Vincenzo Nibali. Lo squalo ci ha provato, riprovato e, contando anche il tentativo di ieri, riprovato ancora. Ma questa volta il siciliano dà spettacolo.
Nel giorno del ritiro di Cancellara ("Penso alla mia famiglia" ha detto lo svizzero prima del via) a La Toussuire - Les Sybelles vince Rolland, tanti applausi per lui in fuga per chilometri e chilometri e bravo a lasciare per strada i vari compagni di fuga. Tra i tanti anche Scarponi e Basso: ci hanno provato sin dall'inizio, senza risultati.
E allora a tenere su i colori italiani ci pensa Vincenzino Nibali. Troppa ghiotta questa tappa, con quattro lunghissime salite da Albertville a La Toussuire - Les Sybelles per un totale di 148 chilometri di fatica vera. Prima assiste al brevissimo tentativo di Cadel Evans, quando il gruppone dei migliori è ancora compatto. L'australiano ha la mezza idea di partire da lontano, a più di 60 chilometri dall'arrivo. Viene ripreso subito.
Diventa una gara tattica, almeno fino all'ultima salita. Tutto facile per Wiggins? No, perché al Tour c'è il siciliano delle Liquigas che, per quanto riguarda il carattere, non deve invidiare nulla a nessuno. Lo squalo parte a undici chilometri dall'arrivo, lo riprendono poco dopo. Sfiduciato? Neanche a dirlo. Vincenzino ci riprova e fugge via.
L'ostacolo si chiama Froome, il 'gregario' (sembra un insulto chiamarlo così) di Wiggins. La maglia gialla conta sul suo fido scuderio e non perde molto. Nibali ha un trentina di secondi di vantaggio, ma anche questa volta niente da fare.
Si stacca Evans, forse mai realmente apparso al meglio in questo Tour, e la corsa è accesa più che mai. Wiggins, Froome e Nibali sono di nuovo insieme e, clamorosamente, ci prova Chris, che aveva già aveva fatto vedere di che pasta era fatto nelle prime tappe.
Il suo scatto è devastante, Wiggins si pianta ma c'è il richiamo del team Sky a interrompere lo spettacolo. "Il capitano è in difficoltà". Soldato Froome risponde agli ordini e aspetta Wiggins. Evans continua a perdere terreno ma ormai non ci sono più scintille.
Taglia il traguardo in solitaria Pierre Rolland, per la felicità dei francesi. Il gruppo dei migliori arriva a 55 secondi di ritardo, con Pinot che finisce davanti a Froome e Nibali (57'' di ritardo) che mette le sue ruote davanti a Wiggins. Evans chiude a 2'22.
Bradely Wiggins resta dunque in maglia gialla. In classifica adesso secondo a 2'05'' è il britannico Chris Froome, compagno di squadra di Wiggins. Guadagna Vincenzo Nibali, che sale al terzo posto, con 2'23'' di ritardo dalla maglia gialla. Scende al quarto posto l'australiano Cadel Evans. Il campione uscente ha 3'19'' di distacco.
La classifica dell'11a tappa del Tour de France, Albertville - La Toussuire-Les Sybelles di 148 km: 1. Pierre Rolland (Fra) - Europcar 4h43'54''; 2. Thibaut Pinot (Fra) - FDJ-Big Mat + 0'55''; 3. Christopher Froome (Gbr) - Sky, stesso tempo; 4. Jurgen van den Broeck (Bel) - Lotto-Belisol + 0'57''; 5. Vincenzo Nibali (Ita) - Liquigas-Cannondale, stesso tempo; 6. Bradley Wiggins (Gbr) - Sky, stesso tempo; 7. Chris Anker Soerensen (Dan) - Saxo + 1'08''; 8. Janez Brajkovic (Slo) - Astana + 1'58''; 9. Vassil Kirjienka (Blr) - Movistar + 2'13''; 10. Frank Schleck (Lux) - Radioshack-Nissan + 2'23''.
La classifica generale del Tour de France: 1. Bradley Wiggins (Gbr) - Sky 48h43'53''; 2. Christopher Froome (Gbr) - Sky + 2'05''; 3. Vincenzo Nibali (Ita) - Liquigas-Cannondale + 2'23''; 4. Cadel Evans (Aus) - BMC + 3'19''; 5. Jurgen van den Broeck (Bel) - Lotto-Belisol + 4'48''; 6. Haimar Zubeldia (Spa) - Radioshack-Nissan + 6'15''; 7. Tejay van Garderen (Usa) - BMC + 6'57''; 8. Janez Brajkovic (Slo) - Astana + 7'30''; 9. Pierre Rolland (Fra) - Europcar + 8'31''; 10. Thibaut Pinot (Fra) - FDJ-Big Mat + 8'51''.
Nessuno conferma e nessuno smentisce, ma sembra che dopo le quattro reti degli spagnoli a Kiev lo spogliatoio azzurro sia campo di scontro tra i due giocatori più rappresentanti di questa selezione. Ma il diverbio è durato poco e i due si sarebbero subito chiariti