Nuovo successo dei campioni d'Italia, d'Europa e del mondo: 18-16 al tie-break contro una Lube dai due volti. Per due set perfetta a muro, grande in difesa e sfrontata in attacco. Ma l'Itas ha sette vite. E con Juantorena risorge
Roma, 19 febbraio 2012 - Trento è sempre Trento. Campione d'Italia, d'Europa e del mondo. E da ieri di nuovo detentrice della Coppa Italia. Una Coppa che sembrava persa e invece è finita nella bacheca dei migliori dopo un'appassionante rimonta coronata dal 18-16 al tie-break a spese di una Lube Macerata tanto forte per due set quanto improvvisamente fragile. Differenze minime, sia chiaro, ma decisive in una partita così serrata e al tempo stesso ambigua.
AVVIO LUBE - In un Palaeur caldo e coreografico i biancorossi marchigiani, attualmente secondi in campionato, schiacciano in avvio la grande favorita della manifestazione: 25-21, 25-22. Due set fotocopia. Di grande coerenza tecnica e contemporanea qualità di scelte. Il gioco di Macerata è perfetto: ordinato in ricezione con il libero Exiga, pesante in battuta con Omrcen, Savani e Parodi, intelligente nella distribuzione di Travica, potente in attacco con tutto il suo trio di martelli e le incursioni di Stankovic, resistente a muro con Podrascanin, Parodi e ancora Stankovic. Al contrario Trento è tradita dai suoi bombardieri - in particolare Stokr e Kazyski - e paga a caro prezzo l'assenza di Birarelli, centrale poco appariscente ma eccellente battitore floating e collante della contraerea. Stoychev cerca a lungo il bandolo della matassa, trovandolo solo a partire dalla metà del terzo set, quando Macerata va improvvisamente in debito di ossigeno e illuminazione, in particolare con Savani sostituito da Kovar, ma soprattutto con Podrascanin, che continua a sbagliare battute e incide sempre meno a muro.
RIMONTA - Il calo biancorosso, la contemporanea esplosione di Djuric e i progressi a rete di Burghstaler riaccendono le speranze dei campioni, sempre sostenuti dall'intesa Rafael-Juantorena, e finalmente anche da Kazyski e Stokr - soprattutto quest'ultimo, di nuovo pregnante in battuta (soprattutto con traiettorie in zona 1). E' un doppio 25-21 a sancire l'aggancio.
REDDE RATIONEM - Si scivola così verso un inevitabile tie-break in cui la Lube parte male, si riprende, insegue con coraggio, ma senza più la lucidità di prima. Calano Savani e Omrcen, Podrascanin è un disastro in battuta, mentre nelle fila trentine è tutto un fiorire di splendide giocate. Eppure Macerata si aggrappa alla partita con l'orgoglio di Exiga, le uncinate di Stankovic, le zampate di Parodi. Annulla quattro match ball, ma al quinto capitola sotto le mazzate di Juantorena e l'incredibile pressione dei suoi colpi. Il libero trentino Bari, senigalliese come l'assente Birarelli, dedica la vittoria al compagno assente. Un marchigiano che vince ma nelle fila dell'Itas.
ORA L'EUROPA - Mercoledì le due squadre saranno di nuovo avversarie in Champions League. Per Macerata sarà davvero arduo riprendersi da una sconfitta così.