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SOS BULLISMO

Niente libertà: il "bullo" ferrarese resta ai domiciliari

Scaduti i tre mesi doveva essere liberato, ma la nuova citazione della Procura  blocca tutto. L'atto riapre i termini della custodia preventiva, con il prolungamento degli arresti domiciliari
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Ferrara, 18 marzo 2008 - Il 'bullo' resta ai domiciliari. Il nostro giornale aveva portato all'attenzione dell'opinione pubblica un caso molto delicato, che ha commosso la città, andando ben al di là dei confini estensi. Una vicenda che è diventata un caso nazionale, mobilitando le coscienze di tutti. I tre mesi degli arresti domiciliari sono scaduti, il persecutore del ragazzino doveva tornare libero, ma una nuova citazione della Procura blocca tutto.

Non  tornarà in libertà infatti il diciottenne, agli arresti domiciliari dal 19 dicembre, accusato di aver preso pesantemente di mira da un paio d'anni un sedicenne ferrarese con sms, telefonate anche sul cellulare del padre (un noto professionista), minacce e atti di violenza. Domani, decorsi i termini di legge di tre mesi, la misura cautelare sarebbe terminata, ma il sostituto procuratore di Ferrara Simone Purgato in extremis ha emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti del giovane, che fissa la data del processo al 1 luglio davanti al tribunale estense per i fatti avvenuti tra agosto e novembre dello scorso anno; l'atto riapre i termini della custodia preventiva, con il prolungamento degli arresti domiciliari.


Il diciottenne dovrà rispondere di violenza privata aggravata e continuata nei confronti del sedicenne, ma anche di tentate lesioni personali per un episodio che risale al 9 novembre, quando il giovane inseguì la sua vittima con la moto tagliandogli la strada e cercando di farlo cadere; e di molestia e disturbo alle persone, sia nei confronti del ragazzino che dei suoi familiari.


''Non vogliamo risarcimenti, ma solo la tranquillità quotidiana per nostro figlio'', hanno commentato i genitori del minorenne, preso di mira da quasi due anni con valanghe di sms (300 in poco piu' di un mese e mezzo) in cui veniva invitato a non uscire di casa e a non frequentare certi luoghi; chiamate al telefono dell'abitazione (anche 60 al giorno); inseguimenti; soprusi e prese in giro. E minacce di farsi nuovamente, e pesantemente, vivo con il ragazzino al suo ritorno in libertà.


''Mio figlio è terrorizzato'', aveva raccontato nei giorni scorsi la madre. Da quando il bullo è' ai domiciliari ''mio figlio e' rinato, e' tornato a uscire, ma fino a quando? Mercoledi' quello potrebbe tornare libero. Abbiamo paura, abbiamo il terrore che nostro figlio compia una sciocchezza''. Ora il nuovo atto dovrebbe tecnicamente impedire la scadenza dei termini di custodia cautelare. ''Sia il minore che i suoi genitori sono molto sollevati da questo nuovo provvedimento'', ha commentato il loro legale, Mario Linguerri, al quale la famiglia si era rivolta dopo che i primi tentativi di risolvere la questione direttamente con i genitori del 'bulletto' non avevano portato a nulla.
Nei confronti del diciottenne e' in vista anche un altro giudizio, davanti al tribunale per i minorenni di Bologna, fissato per il 4 luglio; il bullo dovra' rispondere degli episodi commessi nei confronti della vittima dall'aprile 2006 al 5 luglio 2007, quando non era ancora diciottenne
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