Pomeriggio di follia ieri al luna park di corso Europa a Rho. Un ragazzino è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio, per aver ferito due suoi coetanei
Milano, 25 marzo 2008 - Grave episodio di bullismo ieri a Rho, nel milanese, la miccia che ha innescato una rissa è una sigaretta. Il bilancio é di un ragazzino accoltellato al torace, di un altro ferito alla regione lombare e di un 14enne arrestato dai carabinieri per tentato omicidio.Teatro del litigio il piazzale del luna park di corso Europa.
Un quattordicenne è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio, per aver accoltellato due suoi coetanei, uno dei quali è stato colpito all'emitorace sinistro da un fendente che poteva essere mortale. Inizia tutto alle sei di sera, quando un gruppo di giovani rhodensi, tutti 14enni e studenti, individua due coetanei di origine peruviana, residenti da anni a Rho. I cinque si avvicinano e attaccano briga: quando uno dei peruviani rifiuta di consegnare la sigaretta che stava fumando, scattano le minacce e gli insulti razzisti. Uno degli italiani strappa al giovane peruviano la sigaretta di bocca, questi tenta di riprendersela e nasce una colluttazione in cui il peruviano ha la peggio, vista l'inferiorità numerica.
Il ragazzino torna a casa, colmo di rabbia per l'umiliazione subita. Racconta tutto al fratello 16enne che, insieme ad un amico e al fratellino, torna al luna park per vendicare l'affronto. Trovano i cinque 'bullì e nasce un diverbio con urla, minacce e spintoni. All'improvviso G.C., il quattrordicenne peruviano che aveva subito l'umiliazione, estrae dal giubbotto un coltello da cucina, che aveva preso di nascosto in casa. Si avventa sul coetaneo che l'aveva aggredito e vibra un fendente che colpisce all'emitorace sinistro. Il peruviano, in preda all'ira, cerca di colpirlo di nuovo. Uno degli italiani vorrebbe fermarlo e viene ferito anche lui nella zona lombare.
La rissa é sedata dall'intervento di alcuni adulti. Viene chiamato il 118. I protagonisti urlano per lo spavento e piangono. Quando, subito dopo, arrivano i carabinieri, tutti i protagonisti fuggono mentre il ferito e' condotto in ospedale dove i medici riescono a fermare l'emorragia. Alla fine la prognosi e' di venti giorni (di tre per l'altro ferito).
Gli investigatori ricostruiscono l'episodio sulla base delle testimonianze raccolte sul posto, vanno a prendere il peruviano che indica il luogo dove ha buttato il coltello sporco di sangue. Lo ha lasciato in un giardino poco distante. Per lui l' accusa e' di tentato omicidio. Il magistrato dovra' stabilire quanto ha influito sulla sua condotta la provocazione subita.
Le famiglie di tutti i protagonisti sono indicate come normali; normali vengono descritti anche i ragazzi.
Sentiti dagli investigatori, alcuni genitori implorano i carabinieri ad intervenire: ''che cosa possiamo fare con questi figli? - chiedono - aiutateci a toglierli dalla strada e dalle cattive frequentazioni''.
A Rho sono avvenuti nel recente passato fenomeni di bullismo e di criminalita' giovanile: gli stessi carabinieri hanno scoperto una minigang che rapinava pensionati e passanti, un' altra che picchiava coetanei all'uscita dalla scuola, un'altra ancora che li costringeva a fumare 'le canne'. Un piccolo 'boss' albanese rapinava prostitute, un altro costringeva giovanissime connazionali a prostituirsi.