Roma, 31 marZO 2008 - Si inapriscono ancora i provvedimenti contro i troppi fenomeni di bullismo che, ogni giorno, si verificano in Italia. I ragazzi che prevaricano e sottomettono i compagni con continue vessazioni e minacciando di interrompere "l'amicizia", rischiano di essere subito rinchiusi in una comunità, in attesa di essere processati.
È quanto accaduto ad alcuni minorenni pugliesi, che avevano estorto del denaro a un ragazzino, appena undicenne, approfittandosi della superiorità numerica e del fatto che erano più grandi. Il piccolo, pur di sottrarsi alle vessazioni, aveva anche preso dei soldi dal portafoglio della mamma. Ad incastrare i quattro ragazzi erano stati, fra l'altro, alcuni sms minacciosi rinvenuti nel cellulare della vittima.
Così la Cassazione, con la sentenza 13491 di oggi, ha confermato l'ordinanza del Tribunale dei minori di Bari (a sua volta confermativa del provvedimento del Gip) con la quale il 26 novembre 2007 è stata disposta "la misura cautelare del collocamento in comunità" nei confronti di tre degli indagati e quella della permanenza in casa nei confronti del quarto ragazzo.
In sostanza, la seconda sezione penale ha dichiarato inammissibile il ricorso dei bulli e ha confermato il provvedimento del Tribunale anche in relazione al fatto che "la minaccia di interruzione del rapporto amicale" era, insieme a tutte le altre minacce, prova del fatto che il ragazzino si trovava nella posizione della vittima "come soggetto debole del rapporto".