Non è finita la brutta avventura per una studentessa del Cattaneo aggredita alcuni giorni fa da alcune coetanee. Un vero raid punitivo ad opera di 'bulle', il tutto scatenato da un ragazzo conteso. I genitori della vittima: "Stiamo pensando se presentare denuncia" Commenta
Modena, 21 aprile 2008 - Dopo le botte sono giunte minacce alla 15enne residente nel mantovano aggredita martedì da altre otto studentesse all'uscita dalla scuola a Mirandola (Modena) per un ragazzo conteso. E' quanto riferito dalla madre della giovane che ha spiegato come, insieme al marito, stia pensando se presentare o meno una denuncia, dopo che in un primo tempo la coppia aveva rinunciato a farlo.
''Quel collarino non ti serve ora, hanno detto a mia figlia - ha raccontato la donna - ma ti servirà più avanti quando ti spezzeremo il collo. Purtroppo sembra che le ragazze non abbiano messo in atto alcun processo di pentimento. Anzi, meditano vendetta, ed è per questo che io e mio marito ci siamo riservati di valutare, dato che abbiamo novanta giorni di tempo, se presentare o meno la denuncia''.
Niente scuse dunque ma minacce e avvertimenti: "I genitori delle presunte responsabili dell'aggressione non si sono ancora premurati di sapere come sta nostra figlia. Spero che prima o poi arrivino le scuse, anche se questa minaccia mi fa pensare che le autrici del pestaggio non siano pentite. L'invidia acceca e oggi i giovani vogliono anche quello che non appartiene loro''.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Mirandola, Luigi Costi (Pd). ''Un brutto episodio, i cui protagonisti vanno certamente ripresi e che ci segnala l'esigenza di tenere alta la guardia nei confronti del bullismo'', ha affermato, ricordando che ''da tempo abbiamo disposto passaggi e presenze dei vigili urbani e ora anche degli assistenti civici nel polo scolastico. Se necessario intensificheremo l' azione, cosi' come abbiamo attivato politiche di contrasto del disagio giovanile. Ma non c'e' dubbio che occorre una svolta piu' generale delle istituzioni e della societa', recuperando innanzitutto piu' severita' nella scuola e nella famiglia''.