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BULLISMO A VITERBO

Bruciano i capelli a un ragazzino:
14enne arrestato, due denunciati

La sezione minori della questura è intervenuta dopo alcune segnalazioni. Trovato un video che testimonia i soprusi. E la vittima racconta: "Mi spegnevano sigarette sul  braccio" Commenta
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Bullismo Viterbo, 5 maggio 2008 - Un 14enne è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Viterbo per atti di bullismo su un suo compagno di scuola. La sezione minori della squadra mobile è venuta a conoscenza dell'episodio dopo alcune segnalazioni.

Gli agenti hanno scoperto e sequestrato un video, girato con un telefonino dagli aggressori, che testimonia i soprusi sul ragazzino: nel filmato si vede che gli vengono perfino bruciati i capelli. La giovane vittima ha poi detto agli agenti che in un'altra occasione gli sono state spente sul braccio delle sigarette accese.


Complici dell'arrestato anche altri due ragazzini ma non sono imputabili perchè al di sotto dei 14 anni. L'arrestato è stato portato in una comunità di recupero a Roma.

 

Agghiacciante il racconto del video girato dagli aguzzini: c'è un adolescente atterrito, costretto a sedere con il capo piegato in avanti e ci sono tre mani che - con un accendino - appiccano il fuoco ai suoi capelli. Le fiamme si alzano immediatamente di 15-20 centimetri, e la testa del ragazzo diventa una torcia.

Poi le stesse mani spengono le fiamme, ma solo per riaccenderle subito dopo, facendo ricominciare il terrore. Cosi' per tre, quattro volte. Alla fine, sulla testa dell'adolescente compaiono ampie zone di cute quasi completamente prive di capelli.

 

''E' un episodio sconcertate - ha detto il questore -, di una gravita' mai riscontrata prima nel Viterbese. Un altro elemento agghiacciante e' che gli autori dell'episodio di bullismo abbiano ripreso la scena con il telefonino e l'abbiano fatta girare tra i loro compagni di scuola''.

Secondo il questore, quanto accaduto ''deve suscitare un allarme sociale e deve chiamare in causa il ruolo della scuola e, soprattutto, quello dei genitori''.

 

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