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STOP AL BULLISMO

Ragazza stordita in classe con lo spray
Scuola in fiamme, 3 ragazzini nei guai

In una scuola di Palermo mentre si festeggiava la fine dell'anno una ragazza ha inalato dello spray al peperoncino. Nel milanese i carabinieri hanno identificato gli autori dell'incendio delle elementari Don Gnocchi di Arese

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bullismo Roma, 31 maggio 2008 - Un atto di bullismo alla fine dell'anno scolastico, nell'istituto magistrale di Palermo 'Regina Margherita'. Ieri, poco prima di mezzogiorno, è finita al pronto soccorso dell'Ospedale Civico una ragazza che "mentre si trovava a scuola aveva inalato dello spray al peperoncino". Alla giovane è stata riscontrata una "dispnea dopo inalazione di sostanze da identificare". Sulla vicenda indagano i militari della stazione di Palermo Porta Montalto.


NEL MILANESE

I Carabinieri di Arese, in Provincia di Milano, hanno identificato e denunciato gli autori dell'incendio verificatosi la sera del 28 maggio presso la locale scuola elementare Don Gnocchi, di via Gelsi. Si tratta di un 15enne, il capo banda, e due 13enni, tutti residenti ad Arese, ex studenti, appartenenti famiglie 'perbene' (figli di un operaio, un impiegato ed addirittura un ex dipendente comunale), senza problemi con la giustizia.

Alle sette di sera di mercoledì scorso, alcuni soggetti si erano introdotti all'interno della scuola forzando la porta antipanico della sala mensa e dopo essere saliti al primo piano dello stabile erano entrati all'interno di due aule; qui avevano cosparso con dell'alcool i banchi e gli armadi contenenti libri e documenti, dando quindi fuoco al tutto. Solo il pronto intervento dei Vigili del Fuoco di Rho aveva consentito di circoscrivere l'incendio, impedendo che lo stesso potesse avere conseguenze ben più gravi.

Sul davanzale della finestra posta accanto alla porta forzata venivano rinvenute 6 bottigliette di 'ginger' analcolico, tre delle quali già bevute, oltre a numerosi sputi sul pavimento e sui tavoli.
Proprio dai 'ginger' iniziavano le indagini; i Carabinieri setacciavano tutti i supermercati della cittadina, per verificare se qualcuno ricordasse un acquisto compatibile con la fascia oraria dell'incendio. Un dipendente del supermercato Conad ricordava tre ragazzini che avevano acquistato 6 'ginger' intorno alle 18 di mercoledì 28 maggio, un'ora prima dell'incendio.
 

Le telecamere a circuito chiuso dell'esercizio commerciale riprendevano i tre nei pressi della casa ed i fotogrammi consentivano un primo identikit. I militari mostravano quindi in giro i fotogrammi; i ragazzi erano conosciuti e sono stati riconosciuti. A quel punto i tre venivano convocati in caserma e dopo poco, in lacrime ed alla presenza di genitori increduli, ammettevano le loro responsabilità, confermando la dinamica dei fatti, senza tuttavia saper indicare una motivazione per il folle gesto.
 

Per i Carabinieri "si è ripetuta nuovamente la scena che ha caratterizzato tutti gli atti vandalici verificatisi nel rhodense negli ultimi mesi: non percezione del disvalore delle condotte, assenza di qualsiasi plausibile giustificazione, sguardi vuoti ed assenti, genitori increduli, lacrime tardive."










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