Il libro "Stop ai bulli, la violenza giovanile e le responsabilità dei genitori" è stato presentato a Forte dei Marmi. Una fotografia realistica e inquietante dell'aumento della violenza fra i giovanissimi. Una accusa chiara al mancato ruolo educativo del padre
FORTE DEI MARMI, 23 luglio 2008- LE STATISTICHE sono allarmanti. Secondo un sondaggio diffuso recentemente da "Cittadinanzattiva", il 36% degli studenti italiani avrebbe assistito a un episodio di bullismo. In pratica quasi un giovane su tre. Come a dire che la violenza nelle nostre scuole è un fatto ordinario. Un fenomeno che costringe ad allargare la riflessione e l’analisi dalle inquietudini dei ragazzi al contesto che li circonda, dalla loro aggressività alle cause che scatenano questi comportamenti violenti.
Ed proprio in questo cono di luce più ampio che si inserisce l'ultimo libro di don Antonio Mazzi, un sacerdote che ha fatto delle sofferenze degli altri la sua battaglia quotidiana, convinto che, sia la droga, sia la prostituzione, sia ora il bullismo, siano mali da cui si guarisce facendo tutti alcuni mea culpa. Il titolo del suo volume, edito da Mondadori, la dice lunga: «Stop ai bulli, la violenza giovanile e le responsabilità dei genitori».
Don Mazzi racconterà il suo punto di vista, la sua esperienza e le sue schiette quanto profonde convinzioni martedì prossimo al Forte dei Marmi al bagno Giovanni, alle 18.30, in un incontro coordinato dal direttore di Quotidiano.net Xavier Jacobelli. Proprio il giornale on line ha aderito e porta avanti con grande attenzione l’iniziativa «Stop al bullismo», promossa da Eleonora Frescobaldi e Flaminia Momigliano, che saranno tra le protagoniste dell’incontro con don Mazzi.
NELL’APPOSITO canale di Quotidiano.net, curato dalle due promotrici, ogni giorno si rinnova un 'filo diretto' tra chi è vittima o testimone di questa piaga dell'universo giovanile, e chi si interroga su come una società abbia partorito tanta violenza. In più è possibile chiedere un parere legale gratuito offerto da un avvocato che ha aderito all’iniziativa. Il punto di partenza sarà il libro di don Mazzi, che come al solito non risparmia bacchettate sulle dita a chicchessia, ma che allo stesso tempo ha tanta di quell’umanità e comprensione per le debolezze e fragilità umane da indicare sempre una via d'uscita e lanciare un messaggio di fiducia.
Su alcuni punti non ha dubbi: «Vanno snidati i genitori, sopratutto i padri, perchè sono da decenni lontani da ogni impegno educativo all’interno del nucleo familiare». C’è quindi la debolezza della figura paterna prima di tutto che fa dire all’inventore del progetto "Exodus" che l’anello debole della nostra società sono i quarantenni e non i quindicenni. Sono loro, gli affetti dalla sindrome di Peter Pan: «Uomini grandi ma piccoli, potenti ma fragili -continua nel suo libro - ricchi ma vuoti; manipolati dalle segretarie; sempre amanti e mai mariti; autoritari ma non autorevoli».
La prima tirata d’orecchie è per la famiglia, o quel che ne resta, dove si calcola che ogni genitore parli col figlio per circa sei minuti al giorno, e all’interno della quale non ci si rende conto che il fenomeno del bullismo spesso ha ormai assunto la variante informatica, più difficile da controllare, come l’invio di sms e di e-mail, oppure con la creazione di nuovi siti e nella diffusione di video e foto compromettenti sull’intera rete. Ma le colpe non sono tutte di mamma e babbo. Anche su questo don Mazzi ha poche perplessità: «La scuola deve smettere di chiamarsi fuori». E ricorda che secondo un recente sondaggio il 34% degli adolescenti ha confessato di essersi "fatto" proprio tra i banchi. «In questa benedetta Italia abbiamo una scuola che insegna ma non educa».
LUI che di giovani ne ha visti tanti e li continua a vedere rabbiosi e violenti, sa che «ai nostri figli pieni di salute, stracarichi di futili beni materiali, vuoti di idealità e di grandi sogni, oppressi da presenze materne ansiose e iperprotettive, orfani di esempi paterni significativi, è rimasto ben poco, a parte la macchina, il telefonino, la discoteca».
Rimproveri pesanti. Schietti e sinceri. Ma nel suo libro c’è molto di più. Una ricetta semplice, alla portata di tutti. Basterebbe volerlo: «Rimbocchiamoci le maniche, giustifichiamo un po’ meno le bravate dei nostri figli e concediamoci un po’ più di tempo per parlare, ragionare, riflettere». Tra gli ospiti della serata ci saranno anche Sabina Negri Calderoli e Leonardo Bongiorno, testimonial dell’iniziativa "Stop al bullismo"
di OLGA MUGNAINI