A Forte dei Marmi presentato il libro 'Stop ai bulli' di don Antonio Mazzi. Un'occasione per discutere di questo fenomeno che colpisce uno studente su tre e per proporre al ministro dell'Istruzione di inserire ore di volontariato nell'orario scolastico
Forte dei Marmi (Lucca), 24 luglio 2008 - La scuola va in vacanza, il bullismo e i suoi cattivi protagonisti no. I tristi episodi che troppo spesso, durante l’anno scolastico, riempiono le pagine dei giornali o i servizi dei tg, infatti, finiscono in archivio per qualche mese per ripresentarsi puntuali al suono della prima campanella. Un’occasione per non abbassare la guardia su questo fenomeno che coinvolge sempre più gli studenti italiani (sulla base di una recente ricerca almeno uno su due ha assistito a episodi simili e uno su tre ne è rimasto vittima), è stata la presentazione del libro ‘Stop ai bulli’ di Don Antonio Mazzi avvenuta sulla spiaggia di Forte dei Marmi al Bagno Giovanni. Una location insolita, quella scelta dalle due organizzatrici Eleonora Frescobaldi e Flaminia Momigliano (già promotrici insieme con Quotidiano.net e alle testate del gruppo Poligrafici Editoriale dell’iniziativa ‘Stop al bullismo’), per offrire spunti di riflessione ai tanti genitori e ragazzi che in questi giorni si godono il mare e il sole della Versilia e che, tuttavia, sono intervenuti numerosi anche per raccontare le proprie personali esperienze.
Partendo dalla sua lunga esperienza di educatore, Don Mazzi ha puntato il dito sulla difficoltà che gli adolescenti incontrano nel trovare spazi e contesti in cui convogliare il loro dinamismo e l’esuberanza fisica. Ma non ha dimenticato nemmeno di citare l’assenza di padri che dettino regole precise e pongano limiti ai propri figli o criticare quei mass media, che fanno solo del sensazionalismo quando si tratta di raccontare vicende che parlano di piccoli carnefici e delle loro altrettanto giovani vittime. “Nella scuola – ha detto il sacerdote – gli episodi di bullismo esplodono in tutta la loro violenza, ma non bisogna mettere sulla graticola questa istituzione. La scuola deve fare la scuola, non da genitore, psicologa, governo e quanto altro. E' invece necessario che ci sia una stretta collaborazione con la famiglia, nucleo portante della nostra società”.
Oltre al fondatore delle comunità di recupero Exodus, sul palco ha portato la propria testimonianza il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, che ha raccontato di come il Comune abbia deciso di “mantenere sempre aperto il dialogo con i cittadini più giovani”, specialmente con gli studenti delle scuole medie.
A lui si sono succeduti Xavier Jacobelli, direttore di Quotidiano.net, che ha riferito della nostra iniziativa e di come “la cultura del rispetto si formi anche dal confronto con i ragazzi”; Sabina Negri, attrice e autrice di testi teatrali nei quali tratta anche di bullismo, e Leonardo Bongiorno, il figlio più giovane del celebre Mike. Proprio dall'esperienza personale di questo diciottenne, che ha ricordato quanto formativo sia stato per lui e i suoi compagni di classe il volontariato fatto durante l'ultimo anno di liceo, è scaturita l'idea di proporre al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, l'introduzione di ore scolastiche da dedicare a chi è meno fortunato. “Probabilmente stare a contatto con chi soffre o ha difficoltà di vario genere può insegnare molto di più di tante nozioni astratte di educazione civica”, hanno commentato unanimi le promotrici e i relatori della serata. E se, come scrive don Mazzi nel suo libro, “la nostra società sta uccidendo le avventure positive”, forse da una semplice conversazione sulla spiaggia è scaturito qualcosa di costruttivo. E' il caso anche dell'iniziativa lanciata dal vicedirettore della Nazione, Antonio Lovascio, il quale ha sottolineato come il bullismo e la lotta a questo fenomeno possano diventare argomento per le prossime inchieste dei reporter in erba che partecipano al Campionato di giornalismo delle testate della Poligrafici Editoriale: nella sola Toscana sono 25mila.
dall'inviato Daniela Laganà