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SPAZIO

Il turismo fra le stelle?
Ora è (quasi) per tutti

La Virgin Galactic promette le stesse emozioni provate dai professionisti. Prenotazioni aperte anche in Italia: biglietti a 130mila euro

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L'astronauta Doug Wheelock Roma, 9 maggio 2008- Vacanze su Marte? Non ancora, ma un’occhiata all’immensità del buio dell’universo, oggi, non si nega più a nessuno. I prezzi non sono da ferie last minute, ma tant’è. E un viaggio in orbita non è più fantascienza. Insomma, l’era del turismo spaziale è arrivata e promette (viste le tariffe) di trasformarsi in un grande business.

 

Il conto alla rovescia è iniziato. I test della navetta sono previsti dal prossimo agosto, mentre il primo volo è fissato al 2010. A portare in orbita gli astronauti della domenica sarà la navetta Space Ship 2 che, agganciata alla navetta madre White knight 2, raggiungerà 15mila metri di altezza. Da lì volerà da sola verso lo spazio. A bordo, non più di sei novelli astronauti, per un’escursione di un paio d’ore. Indimenticabili, promettono gli addetti ai lavori.

 

Ad aprire le porte della galassia è la Virgin Galactic del gruppo americano Virgin, fondato da Richard Brason nel 1970 e che ora ha aperto una filiale italiana. Il tour operator nostrano per i viaggi in orbita è Your private Italy, sede a Salerno, guidato da Seth Snider. "Fino a 15 anni fa questo progetto sarebbe apparso assurdo — ha spiegato — ora è una realtà e si possono già prenotare i posti".

 

Non solo. Durante la gita spaziale, ha aggiunto, i turisti delle stelle potranno "sperimentare l’assenza di peso e la velocità del suono esattamente come gli astronauti professionisti".
E pare che non sia neppure richiesto un fisico bestiale: in lista d’attesa ci sono già aspiranti astronauti dai 22 agli 88 anni, compresi un uomo privo delle gambe e un portatore di bypass.

 

Ma quanto costerà togliersi lo sfizio? Il biglietto per provare il brivido di ammirare la Terra al di là dell’atmosfera costa 200mila dollari (130mila euro), comprensivi di tre giorni di preparazione e alloggio in un hotel a 5 stelle nel New Mexico, sede dell’aeroporto spaziale. Chi s’immagina lanci stile Cape Canaveral, però, potrebbe restare deluso.
"Non ci saranno lanci verticali come sullo Space Shuttle della Nasa — anticipa Snider — e questo aumenterà la sicurezza". Dopo 45 minuti di volo, ci si troverà a 15mila metri. "Da lì — spiega Snider — si comincia a vedere la curva terrestre". Dopo lo sgancio dalla navetta madre, Space Ship 2 accenderà i propulsori e in pochi secondi supererà di tre volte la velocità del suono. "Al termine, quando i motori verranno spenti, in un istante calerà il silenzio totale. Da quel momento, si vedrà il vero buio del cosmo".

 

Con questo volo si raggiungerà l’altitudine di 120 chilometri: più della Kaman line, da dove si considera cominciato lo spazio. A quel punto, i passeggeri lasceranno i loro posti "trascorrendo cinque minuti in assenza di peso. Dagli oblò, potranno ammirare la Terra per 1.600 chilometri in ogni direzione". E il rientro nell’atmosfera? "Durerà 90 secondi; si avrà modo di provare il passaggio da gravità zero fino a gravità 6G per poi atterrare a gravità 1". Più comodo di così. 

di Claudia Marin

 









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