Steve Jobs conferma che il telefonino ha un codice che lo collega a un sito internet per controlli di routine e per rimuovere programmi indesiderati. Dubbi sulla privacy
New York, 13 agosto 2008 - Apple ha la possibilità di rimuovere i programmi da tutti gli iPhone tramite un meccanismo installato nei telefonini multimediali di cui la maggior parte degli utenti non era a conoscenza. Lo ha ammesso lo stesso Steve Jobs, amministratore delegato del colosso di Cupertinom in un'intervista al Wall Street Journal in cui ha espresso soddisfazione per gli ottimi risualtati di App Store, il servizio per la vendita di programmi online sviluppati appositamente per l'iPhone.
Jobs ha cosi confermato le scoperta fatta qualche tempo fa da un utente, ossia che l'iPhone contiene un codice che collega il telefono ad un sito Internet controllato da Apple e vi esegue controlli di routine. Con questo sistema Apple è in grado, in teoria, di rimuove software indesiderato dagli apparecchi.
Secondo Jobs quell'applicazione è indispensabile nel caso in cui l'iPhone scarichi un programma pericoloso che, ad esempio, acceda ai dati personali dell'utente. "Speriamo di non dover mai azionare quella leva", ha detto Job, "ma sarebbe irresponsabile non averla".
In molti si sono chiesti tuttavia se Apple non sconfini in questo modo nell'invasione della privacy dei suoi clienti.
Ecco il muro virtuale progettato dall'ingegnere Hanyoung Lee. Il Virtual Wall crea una barriera laser di plasma che permette di visualizza meglio i pedoni che stanno attraversando la strada al semaforo. Il laser non ha il potere di fermare un'auto in corsa ma rende più visibili i passanti