Grazie a Image Metrics si può creare un attore virtuale, ma si può persino ‘resuscitare' il volto di un attore del passato. Richard Burton, scomparso nel 1984, è stato inserito nel cast del musical "War of the worlds"
Milano, 18 dicembre 2008 - Può riportare sul grande schermo le star del passato o dare espressioni naturali a Hulk e King Kong. Una nuova tecnologia della società californiana Image Metrics sta rivoluzionando il mondo del cinema e della comunicazione visuale nel suo insieme, dalla pubblicità ai videogame al teatro. "Jack", il mensile Gruner+Jahr/Mondadori in edicola da venerdì 19 dicembre, ha intervistato Patrick Davenport, uno dei produttori di Image Metrics, che spiega le potenzialità di questo sofisticato programma: "È un software che prima analizza il volto di una persona e poi ne riproduce un’animazione 3D molto fedele. Rispetto alle tecniche utilizzate finora, sa riprodurre i movimenti inconsci che l’occhio riconosce come umani".
Grazie a Image Metrics non solo si può creare un attore virtuale, ma si può persino ‘resuscitare' il volto di un attore del passato. Come è accaduto per il grande Richard Burton, scomparso nel 1984, che recentemente è stato inserito nel cast del musical "War of the worlds" dal regista Jeff Wayne. In questo caso la società californiana ha elaborato un’immagine di Burton da giovane con i movimenti labiali ottenuti da vecchie registrazioni.
"Per creare un attore digitale - spiega Davenport - occorre un giorno di lavoro, per una performance di 15 secondi: significa ridurre 7 volte i tempi di lavorazione. E poi, una volta creato, il modello può essere sfruttato all’infinito". E mentre il regista James Cameron ha già scelto di utilizzare la tecnologia per il suo nuovo film "Avatar", altri l’hanno già testata con successo: come gli Gnarls Barkley, che l’hanno usata per il videoclip di "Whòs gonna save my soul", e il regista David Yates, per creare il gigante Grawp (in "Harry Potter e l’ordine della Fenice") partendo dal volto dell’attore Tony Maudsley.
FONTE AGI