L'idea è di sbarazzarsi del dono non gradito guadagnandoci anche qualcosa. La crisi accelera il commercio su e-bay: i venditori sono triplicati e uno su tre vende online spinto da ristrettezze economiche
ROMA, 14 gennaio 2009 - LA CRISI non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno a quei regali di Natale fatti amorevolmente da mamma e papà, moglie e marito. Tant’è che su eBay.it — il più grande sito di e-commerce (commercio on line) in Italia — la corsa al riciclo dei doni natalizi non graditi è addirittura raddoppiata rispetto all’anno scorso. Se nel 2007 si contavano 4mila oggetti classificati come ‘doppio regalo’ o ‘dono non gradito’, ad oggi si è raggiunta quota 8mila, il triplo rispetto al 2006.
Non importa che si tratti di un maglione, una sciarpa o un cellulare di ultima generazione. Ogni oggetto (o quasi) può potenzialmente essere ‘sbolognato’ in Rete: negli anni è stato venduto anche un jet privato per 4.9 milioni di dollari. Ma non tutti i ricicli sono uguali.
GUIDA la classifica l’abbigliamento (in vetta i maglioni per lui), seguita da cellulari e prodotti di bellezza, in primis i profumi da donna. Chiudono la lista dei pacchi natalizi da rivendere, videogiochi e oggettistica per la casa. Divani compresi.
Un business figlio della recessione economica. Perché se prima il motore di eBay era la ‘caccia all’affare’ seguendo il diktat del risparmio, oggi l’arte di arrangiarsi gigioneggia in Rete. Ergo, cresce il numero dei venditori attratti dai vantaggi che si possono ricavare dal commercio sul web. Ma se le pulsioni utilitaristiche sono tra le ragioni principali per spiegare questa tendenza in rialzo, non mancano altre motivazioni.
SECONDO un’inchiesta di Contribuenti.it — che conferma una crescita del trend — il 37% ricicla per abitudine, il 34% per ristrettezze economiche e il 14 % addirittura per vendetta. Dato confermato da ‘dobermann’ — nickname di un utente eBay di Olbia — che addirittura serve (freddamente, diciamolo) la sua rivalsa amorosa vendendo il telefonino regalato dalla sua, a quanto pare, ormai ex ragazza: «Non l’ho mai usato. Fosse per me l’avrei già rotto, ma visto che forse posso ricavarne qualche soldo lo vendo», scrive nell’inserzione. Semplicemente spietato.
Ma non è il solo. C’è anche chi, oltre al ‘doppione’ — una consolle portatile di ultima generazione — offre un cadeau piuttosto singolare per invogliare all’acquisto: un libro di papa Ratzinger. Che, forse, a sua volta, è un dono da ripiazzare. Seguono, sciarpe, abiti, accessori, gadget tecnologici e profumi. Come quello inserito da ‘nellovallo’, che rientra fra i venditori professionali.
«Ho un’agenzia di vendite on line — spiega —; la mia clientela si avvale del mio aiuto per disfarsi di alcuni oggetti inutili. Il profumo che ho inserito me l’ha consegnato una ragazza che l’ha ricevuto per Natale. Lo vendo e mi tengo una percentuale». Del resto, non tutti sono in grado di seguire le aste sul web per aggiudicarsi l’oggetto dei desideri, né tantomeno di vendere i ‘pensieri’ inutili.
UN PECCATO, considerando che si può risparmiare fino al 17% rispetto alla grande distribuzione. Ecco il motivo di tanto successo: 85.7 milioni di utenti attivi nel mondo, un fatturato di 2.12 miliardi di dollari (dalla fondazione, nel 1995) con una crescita annuale dell’8,6% e un totale di 14.28 miliardi di dollari in oggetti venduti nel terzo trimestre del 2008. Cifre importanti, alla faccia di chi ancora pensa, quando scarta un pacchetto colorato sotto l’albero, che l’importante sia il pensiero.
di ROSALBA CARBUTTI