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L'INIZIATIVA

"Una Quaresima senza cellulare"
La Chiesa lancia il 'no sms day'

Contro la bulimia di comunicazione che rende ormai schiavi di display e tastiere, Monsignor Cocchi ripete l'invito all'astinenza da messaggini telefonici ogni venerdì. L'iniziativa ha incontrato il favore di molti modenesi

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Una ragazza al cellulare (foto Pressphoto) Modena, 2 marzo 2009. Contro l’abbuffata di messaggi sul telefonino, contro la bulimia di comunicazioni che ci rendono schiavi di display e tastiera, la Chiesa di Modena ha lanciato il digiuno degli sms.
Ogni venerdì di Quaresima, i fedeli di tutte le età sono invitati ad togliere le dita dal cellulare e a riflettere. Il ‘No sms day’, così è denominata ogni giornata fissata per l’originale ‘fioretto’, ha una duplice motivazione oltre a quella, che parrebbe scontata, dell’austerità in vista della Pasqua. «Le nostre dita che scrivono coi tasti — recita un volantino del Centro Missionario diocesano — corrono su un materiale, il coltan, fondamentale per la tecnologia dei telefoni e proveniente per l’80 per cento da una regione del Congo, il Kivu, dove la guerra civile ha causato oltre quattro milioni di morti negli ultimi dieci anni. L’estrazione e il commercio di questo minerale da parte di potenti multinazionali occidentali alimenta la guerriglia».

A questa causa umanitaria, se ne aggiunge poi una squisitamente relazionale. «Rinunciare all’uso degli sms — prosegue il volantino del particolare appello, cui hanno aderito il centro della Pastorale giovanile, l’Azione Cattolica e gli Scout a Modena — è anche un segno per ricordare l’importanza delle relazioni dirette». Viene insomma bandito, o per lo meno screditato, un modo di «konunikare» virtuale (così riporta l’appello, prendendo spunto dallo stile giovanile di scrittura) che tra abbreviazioni e sottintesi toglie sostanza al dialogo vero, quello faccia a faccia. «L’idea del digiuno da sms ci è già stata ‘copiata’ a Bari dall’emittente cattolica Tele Dehon — dice Francesco Panigadi, responsabile dell’animazione del Centro missionario modenese — e non può che farci piacere. E’ bene che se ne parli. La guerra in Congo è a malapena conosciuta dai più. Il nostro stile di vita può incidere sull’esistenza di intere popolazioni. Viviamo l’epoca di Facebook in cui si definisce ‘social network’ una rete di relazioni che in realtà non prevede la vicinanza con le altre persone».

L’astinenza da sms sembra già aver incontrato il favore di molti ragazzi modenesi. «La nostra è una piccola provocazione — afferma Panigadi — e non vuole demonizzare la tecnologia. Io stesso le sto parlando da un cellulare... Però abbiamo il dovere di scoprire i drammi che si nascondono nelle pieghe del nostro mondo». Domani l’arcivescovo di Modena, Benito Cocchi, ricorderà alla comunità l’importanza dell’iniziativa nel tradizionale appuntamento del martedì di Quaresima.
 

di PAOLO GRILLI

  • 02/03/2009 22:42
    Eugenio
    Sono certo che il crocefisso d'oro dei vescovi e le pantofole di Prada di Joseph non sono state prodotte con lavoro minorile.
  • 03/03/2009 12:42
    Pietro De Montis
    E' troppo facile strumentalizzare la buona fede di chi - come da Diocesi di Modena - richiama ad uno stile di vita più attento, in una società sfrenatamente concentrata sul profitto/successo/potere quale unico valore e misura del vivere. Se, viceversa, il giudizio verte nel merito dell'iniziativa - cioè l'astinenza dai messaggi sms - posso affermare si tratti di un progetto debole, se raffrontato alla realtà attuale della società modenese: servono iniziative più incisive, in una città abituata a veder girare signore in "SUV" per andare a fare la spesa. Diversamente, rischiamo di sentirci dire che non vogliamo essere troppo "di disturbo", timidamente rinchiusi nelle nostre felici ma autoreferenziali comunità Parrocchiali. Serve più coraggio e voglia di parlare dagli amboni delle chiese, non di cose astratte... ma dei reali problemi dei cittadini. Soprattutto, servono FATTI CONCRETI che dimostrino la volontà della Chiesa di essere vicina a chi è "ultimo", non solo nel portafogli ma anche nello spirito.
  • 03/03/2009 13:32
    Stanislao
    Sono sicuro che non ci sia del lavoro minorile neppure per fare sia la cravatta di cashmere di Bertinotti che per il suo yacht a vela che tiene a Saint Tropez.
  • 03/03/2009 14:22
    alessandro
    tieni botta cesco che dei provocatori ce ne saranno sempre
  • 03/03/2009 15:50
    Stanislao
    si., e purtroppo sempre rossi !!!
  • 03/03/2009 16:21
    fabricio lolli
    E se invece ci mandassimo tanti sms con scritto "RATZINGER? NO GRAZIE"
  • 03/03/2009 16:44
    vassilli
    perchè invece non togliamo il sondino a Veltroni ?
  • Sono presenti 7 commenti
 

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