I contenuti creati dagli utenti viaggiano gratis online, su siti che guadagnano con la pubblicità e che non conoscono crisi. Mentre l'industria del settore, dalle riviste patinate ai cinema a luci rosse, rischia la bancarotta
Roma, 20 giugno 2009 - Incredibile ma vero: l'industria del porno è in crisi. Ma non tutta l'industria dell'hard, solo quella pagamento, e la 'colpa' è del web 2.0, ovvero dei contenuti creati dagli utenti. Traduzione: i filmini 'fatti in casa' e diffusi col free videosharing (es su YouPorn) raccolgono un numero sempre più alto di utenti, a discapito di tutto il porno a pagamento, da Playboy ai cinema a luci rosse.
Scene di esso, sì, basta che siano gratis: solo a maggio sul web la categoria adult ha toccato il 30%, e a tenere banco sono i siti che danno accesso gratuito ai video amatoriali continuamente aggiornati. Dove e’ il guadagno? I siti che raccolgono materiale porno e lo propongono gratis guadagnano anche e soprattutto attraverso i propri inserzionisti, con la pubblicita’. Un banner su un sito porno conosciuto a livello mondiale puo’ costare fino a centinaia di migliaia di euro al mese.
In Italia, secondo i dati che l’ANSA ha appreso da Nielsen Online gli utenti sono 6 milioni 250 mila con un’ora e 27 di visione. 71% maschi, 29% donne: l’eta’ piu’ interessata e’ tra i 35-49 anni (rappresentano il 35,5%) ma anche dai 25 ai 34 anni. Utenti decisamente (il 78%) acculturati (il 50% ha almeno il diploma di scuola superiore) e in maggioranza studenti e impiegati. Nel settore, YouPorn (versione sex di YouTube) è numero uno in Italia con una quota di mercato del 10% e una crescita di 3 punti percentuali rispetto ad un anno fa.
Filmini hard fatti in casa, ma anche pirateria rischiano di mettere ko il mondo del porno a pagamento: ‘’Lo sta distruggendo’’, dice senza mezzi termini Rocco Siffredi, attore e produttore, l’italiano piu’ noto nel mondo globale della pornografia. "Ieri e’ uscito in America il mio ultimo film e gia’ mi hanno riferito che si puo’ trovare gratis su uno di quei siti. La pirateria e’ globale e rischia di uccidere tutta l’industria. E’ un problema grave, ne va della qualita’ di un film ma anche proprio dell’esistenza stessa delle societa’ di produzione. I nostri filmini su YouPorn non hanno per noi alcun incasso, a guadagnarci sono solo i proprietari di questi domini internet’’.
Per Rocco Siffredi, che vanta anche un sito personale con sneak preview free ed estratti a pagamento (15 minuti circa per 3 euro), l’industria del settore ‘’dovra’ fare qualcosa al piu’ presto, non so bene cosa, ma se non si pone rimedio al piu’ presto si muore’’.