A dettare le nuove regole della 'netiquette' è un sito creato da due funzionari del Senato della Repubblica, per facilitare la vita a chi vuol ancora far uso delle buone maniere nelle proprie relazioni sociali
Roma, 12 luglio 2009 - Il galateo di monsignor Giovanni Della Casa rivisitato per le nuove piazze digitali, i social network, l’ultima faccia della modernità. A dettare le regole del bon ton, anzi della «netiquette» (l’etichetta della rete) per quanti intrattengono relazioni sociali in rete attraverso Facebook, MySpace, Netlang, Lindedln, Badoo e Twitter, è il sito www.ilcerimonaile.it, creato otto anni fa da Marco Consentino e Stefano Filippone-Thaulero, funzionari del Senato della Repubblica, per facilitare la vita a chi vuol ancora far uso delle buone maniere nelle proprie relazioni sociali.
La piazza telematica dei social network, che ha mandato in soffitta le chat, è sempre più affollata: si calcola che, nel mondo, ormai siano oltre 350 milioni le persone che la frequentano, dedicandole ogni giorno, o quasi, un pò del loro tempo. In Italia si stima che sono almeno dieci milioni gli utenti dei social network, soprattutto uomini tra i 18 e i 44 anni, che trascorrono circa 30 minuti al giorno. Sono cifre da far impallidire il prime time di una tivù commerciale.
Come ricordano i due novelli paladini delle buone maniere, tutto cominciò poco più di dieci anni fa, all’alba dell’era di internet, quando Andrew Weinreich, avvocato americano, lanciò il sito «sixDegrees.com», basato sulla teoria dei «sei gradi di separazione» (da una grande commedia di John Guare e dal successivo omonimo film), secondo la quale è possibile raggiungere una qualsiasi persona con al massimo cinque intermediari.
Pochi anni dopo apparvero Friendster, una catena di Sant’Antonio di «amici degli amici»; Linkedin, il primo focalizzato su contatti professionali, e Myspace. E poi, nel 2004, ha visto la luce Facebook per una trovata del diciannovenne Mark Zuckerberg, che voleva fare nuove amicizie ad Harvard, creando un annuario digitale degli alunni. Nuovi canali di relazioni sociali che hanno subito innescato anche interessi economici per le loro enormi potenzialità. Così Rupert Murdoch ha acquistato Myspace per 580 milioni di dollari, mentre il valore di Facebook è stimato in 15 miliardi di dollari.
In questa gigantesca piazza virtuale globale ci si «cerca» e ci si «incontra» a tutte le ore del giorno, e della notte, per scambiarsi stati d’animo e curiosità, ma anche interessi e gusti (musicali, letture, preferenze cinematografiche, ecc.).
Ma soprattutto per intessere nuove relazioni e non manca l’amore. E non ultimo, anche per «rimorchiare». Anche se tutti sanno che nella Rete si appare sempre migliori di come si è veramente e che l’incontro di persona, poi, approdi per lo più a una delusione. Se non a situazioni pericolose o addirittura tragiche, come raccontano sempre più spesso le cronache.
Questa incredibile trasformazione socio-strumentale della comunicazione interpersonale, «vera e propria mutazione antropologica», proprio per le sue enormi, sconfinate e, troppo spesso, incontrollate potenzialità, richiede regole di comportamento nuove. Anche perchè il cyberspazio non può e non deve essere una zona franca ove si gode di impunità, nè una sorta di far west dove non vigono le regole, se non quella del più forte.
"Non stiamo parlando di come evitare le truffe o i programmi sofisticati con i quali le aziende vi raggiungono con offerte di prodotti mirate. Parliamo delle vecchie regole di buona educazione", scrivono Marco Consentino e Stefano Filippone-Thaulero presentando on line il loro essenziale manuale di bon ton digitale.
AGI