Nel 2001 e 2002 il 43enne hacker era riuscito a infiltrarsi in 97 computer alla ricerca a suo dire di presunte prove dell’esistenza degli alieni. I legali: "E' malato di una forma di autismo, è a rischio suicidio"
Roma, 31 luglio 2009 - Gary McKinnon, l’hacker britannico che si era infiltrato nei sistemi informatici governativi americani, sarà estradato negli Stati Uniti: lo ha deciso l’Alta Corte del Regno Unito, respingendo le richieste dei legali della difesa.
Come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegrpah McKinnon è affetto dalla sindrome di Asperger (una forma di autismo) e i suoi avvocati ritengono che lo stress dell’estradizione e delle condizioni delle carceri statunitensi possano portarlo al suicidio.
Nel 2001 e 2002 il 43enne hacker era riuscito a infiltrarsi in 97 computer appartenenti ad organizzazioni quali la Marina Militare statunitense e la Nasa, alla ricerca a suo dire di presunte prove dell’esistenza degli alieni.
Ora la madre di McKinnon ha lanciato un appello al presidente Usa Barack Obama affinche’ intervenga in suo favore.
McKinnon e’ accusato di aver portato a segno ‘’il piu’ grande colpo di hackeraggio militare di tutti i tempi’’ quando, tra il 2001 ed il 2002, si e’ introdotto in 97 computer del Pentagono e della Nasa alla ricerca di prove dell’esistenza degli Ufo.