Ann Mitch,
guerriera su Youtube
contro le banche Usa
Davanti alla sua webcam ha dichiarato guerra alla Bank of America. Motivo? "Avete applicato tassi di interesse da usurai, senza avvertirmi". Così è diventata la paladina di migliaia di americani. E la banca ha fatto marcia indietro
di Giampaolo Pioli

New York, 11 ottobre 2009 - Ann Minch è una donna di 46 anni, un’americana qualsiasi si potrebbe dire, che poche settimane fa, seduta e disperata davanti al suo computer, dalla piccola contea di Red Bluff a nord di Sacramento in California, ha deciso di ottenere giustizia dichiarando guerra ad una delle più grosse banche Usa.
Per farlo non si è servita di cinici avvocati da 1500 dollari l’ora, ma di una minuscola telecamera che il computer aveva incorporata.
Ann ha guardato dritto per quattro minuti nel piccolo forellino come se avesse davanti il presidente della Bank of America dicendo: «Questa volta non pago più il mio debito. Sono una vostra cliente da 14 anni e sempre in regola con i versamenti. Mi avete alzato il tasso d’interesse senza avvertirmi dal 12,99 al 30%; è una percentuale che nemmeno gli usurai applicano, mentre voi avete appena ricevuto dal governo decine di miliardi dollari a tasso zero per non finire in bancarotta… vergognatevi».
Pochi minuti dopo la faccia di Ann era su You Tube e col titolo «Debtors Revolt Begin Now» è iniziata la rivolta dei debitori ad ogni capo degli Stati Uniti. Una vera ondata di disobbedienza civile via Internet contro gli abusi frequentissimi dei colossi del credito che agiscono ancora indisturbati . In meno di 2 ore il video è stato visto da 350.000 utenti della rete diventando un fenomeno nazionale.
Bank Of America che aveva sempre ignorato gli appelli e le richieste di spiegazione della Minch ha scomodato il vice-presidente per chiamarla scusandosi assicurando che gli interessi sarebbero tornati come prima . Ann però non si è accontentata ed ha risposto: «Credo possiate fare di più. Un tasso del 12,99% è già un grosso regalo visto che avete curato i vostri debiti con i soldi dei contribuenti che il governo americano vi ha prestato gratis…». La sua è diventata la voce di tutti.
Un giovane laureato il cui interesse è passato dal 9 al 26% ha risposto con un altro video che si chiama «Kill Bank Of America» dove invita tutti i clienti a cambiare banca in una sorta di boicotaggio globale visto che Bank Of America ha più 70 milioni di clienti sparsi per il pianeta. «Ann sei famosa - le hanno scritto le amiche del centro di igiene mentale a Tehama county, dove lavora - Il tuo video ha avuto un effetto virale: è dappertutto e sempre più contagioso…».
Un uomo sulla quarantina ha incoraggiato la Minch dicendo: «Sono stato costretto a pagare 5200 dollari perché il mio tasso d’interesse scattato dal 9 al 26% in una notte. Il motivo fornito dalla banca: un ritardo di un giorno nei pagamenti degli ultimi 12 mesi».
Nel piccolo filmato artigianale ‘la giustiziera con la web cam’ si è fatta inquadrare davanti ad una vetrina di macchinine e la sua espressione assomiglia moltissimo ad un’altra paladina dei diritti: Erin Brockovich l’assistente legale californiana portata sul grande schermo da Julia Roberts che riuscì a far condannare un colosso dell’inquinamento obbligandolo a risarcimenti miliardari per le centinaia di vittime. Nel video di Ann ci sono frasi schiette e colorite che lo hanno trasformato in un grido di battaglia.
Con l’America che si avvicina ad un tasso di disoccupazione intorno al 10%, e oltre 90 banche che hanno dichiarato fallimento nel 2009 polverizzando in molto casi i risparmi dei clienti non coperti da assicurazione, non solo Bank Of America, ma anche Citigroup, JP Morgan Chase e American Expresses sono sotto attacco. Oltre all’aumento dei tassi applicano anche 35 dollari al mese di penale se c’è un solo giorno di ritardo nel pagamento della carta di credito che in Usa non avviene in automatico prelevando i soldi dal conto.
‘Ann, la guerriera di You tube’ è diventata ormai un simbolo non solo in California ma in molti altri stati americani. Chi ha tentato di seguirla però non è stato altrettanto fortunato. I colossi bancari infatti dopo aver accusato il colpo e abbassato il suo tasso, hanno sostanzialmente lasciato invariati tutti quelli degli altri clienti che si sono visti arrivare nuove lettere e ingiunzioni. In un paese come l’America che ha sempre vissuto consumando più del guadagno, avere una «pagella del credito» rovinata da contenziosi bancari può diventare devastante perché incide sui premi assicurativi,ma soprattutto sulla concessione di nuovi prestiti che in tempo di crisi diventano fondamentali per tirare avanti.
ANN MINCH ha svoltato creando il video di protesta. You tube ha fatto il resto. Il suo gesto di ribellione via Internet potrebbe diventare un film come quello sulla Brockovich. Mezza America si identifica nelle sue parole e sicuramente gesti come questo hanno spinto Obama a premere per ottenere un congelamento sia dei tassi che dei pagamenti dei mutui sulle case.
Non è un caso se le prossime disposizioni finanziarie obbligheranno le banche e le assicurazioni di tutto il mondo a non usare più caratteri microscopici per nascondere il diavolo nei dettagli, evidenziando i benefici e miniaturizzando i rischi. Mentre i profeti dell’ottimismo assicurano che la crisi è finita altre trappole finanziarie sembrano essere state create nel frattempo per approfittare dei pochi soldi del cittadino medio.
UNA DI QUESTE è costituita dalle carte di credito pre-pagate. Non servono troppi dati personali per aprirle, non vi chiedono la credit history e ve la danno anche se avete dichiarato bancarotta, inoltre assicurano che funzionano come una banale carta telefonica ricaricabile. Possono andare da 25 a100, fino a diverse migliaia di dollari. Per chi non possiede un conto corrente o addirittura è un lavoratore clandestino o un immigrato ancora illegale, rappresentano un’attrazione irresistibile perché è come avere una mini banca sempre in tasca senza trasportare contante.
Ma dov’è il grande trucco? Nel calcolo dei fondi effettivamente a vostra disposizione. Quando la carta pre-pagata viene attivata diciamo con 500 dollari , quelli effettivamente spendibili sono molto meno. Tanti non informano che non appena strisciate la carta sono già stati dedotti 9,95 dollari per l’attivazione, 1,75 dollari ogni volta che effettuate un prelievo dal bancomat, 50 centesimi per ogni acquisto, 4 dollari al mese per mantenerla,1 dollaro ogni volta che volete controllare quanti soldi vi sono rimasti, 2 dollari al mese se rimane inattiva e un altro dollaro ogni volta che avete bisogno del customer service. Ma il bello arriva alla fine. Con caratteri minuscoli, ad esempio la Millenium Prepaid Master Card che autorizza anche spese oltre il limite della ricarica, annuncia che occorrono fino a 99 dollari per potersi iscrivere e verranno detratti 25 dollari ogni volta che un acquisto o un pagamento ha superato il limite dei fondi disponibili.
Ma sentite questa: se la carta pre-pagata per qualche ragione al bancomat non funziona, la banca applica un costo dell’operazione non riuscita di 2,95 dollari, mentre se voi telefonate al centro di controllo ogni chiamata avete un altro dollaro di spesa.
La grande concorrenza fra banche tradizionali e carte pre-pagate sta per esplodere. Il volume d’affari potrebbe passare da 8 miliardi a 112 miliardi di dollari nel 2012. Tutte le famiglie a basso reddito che non hanno in genere conti correnti sono costrette a rifugiarsi in queste «banche da trasporto» che solo 10 anni fa non esistevano. Questo del «credito per i poveri» sarà sicuramente il prossimo soggetto di un film di Michael Moore
di Giampaolo Pioli
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