Lo scrive il giudice milanese Oscar Magi per motivare la condanna di tre dirigenti di Google per violazione della privacy in riferimento all’immissione in rete di un video dove uno studente autistico in una scuola di Torino nel maggio del 2006 veniva vessato da altri ragazzi. Purtroppo quel video fu uno dei più cliccati della rete. I tre dirigenti di Google e un quarto collega furono invece assolti dall’accusa di diffamazione.
GASPARRI - “Sono passati quasi due mesi dalla sentenza del Tribunale di Milano - osserva in una nota il presidente dei senatori del Pdl - ed ancora non risulta che i vertici del provider Google abbiano preso delle iniziative per rendere il motore di ricerca più sicuro”.
“Il giudice di Milano - ricorda Gasparri - lo scorso 24 febbraio condannò tre dirigenti dell’azienda in merito alla vicenda del ragazzo disabile insultato e picchiato dai compagni di scuola ed il cui video poté liberamente circolare a lungo sul noto motore di ricerca. Trovai all’epoca esemplare la sentenza, non solo perché nessuno aveva vigilato abbastanza per impedire che quel filmato shock fosse messo in rete, ma soprattutto perché nessuno aveva collaborato per rimuovere quei contenuti violenti in maniera tempestiva”.
“Dopo le decisioni del Tribunale, resta - dice ancora l’esponente del centrodestra - il grande silenzio di Google che non si è chiaramente espressa con delle iniziative o nuovi strumenti a tutela degli utenti contro la diffusione incontrollata di contenuti violenti. Resta certamente un vuoto normativo al quale va comunque posto rimedio. Ma nell’attesa - conclude Gasparri - ci saremmo aspettati da un’azienda nota come Google maggior senso della responsabilità e qualche iniziativa che potesse dimostrare la buona fede di allora dei vertici”.












