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Nuovo studio, sociologa Usa: Facebook e Twitter fanno male

Secondo l'ultima ricerca di Sherry Turkle del Mit i social network invece di agevolare la vita ai giovani, li allontanano dalla realtà 

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Il social network Facebook
Il social network Facebook

New York, 24 gennaio 2011 - Alone Together (Insieme ma soli, ndr). E' questa principalmente la tesi sugli effetti della comunicazione virtuale di una delle principali sociologhe americane dell'universo giovanile, Sherry Turkle.

Dallo studio della Turkle, che insegna sociologia al prestigioso Massachusetts Institute of Technology, social network come Facebook e Twitter non agevolano la vita ai giovani. Anzi, li isolano sempre di più in una comunicazione 'virtuale' che li allontana dalla realtà. Nella sua ultima pubblicazione, Alone Together appunto, la Turkle riferisce dei casi di decine di giovani che, prove alla mano, attraverso Facebook, Twiter e altri strumenti di comunicazione sociale si sono ritrovati con problematiche accresciute, fino ad arrivare al suicidio.
 

Secondo la ricercatrice, il modo isterico, ''quasi spaventato'', in cui oggi si comunica via web soprattutto attraverso Facebook, Twitter e social network analoghi è il segno ''della moderna follia''. ''Questo comportamento, che è ormai diventato così diffuso da poter essere considerato tipico di questa generazione di ragazzi, esprime problemi che una volta avremmo trattato come patologici''. Oggi invece vengono considerati 'normali', rientrano nel ''modo d'essere' di oggi. Ma secondo la professoressa Turkle 'normali' non sono affatto, attraverso Facebook e Twitter una personalità in via di formazione viene incanalata in percorsi e in dinamiche del tutto innaturali, a meno che non vi siano figure adulte di riferimento in grado di guidare l'adolescente a strttura in modo compiuto ed equilibrato la percezione della realtà.
 

La tesi della Turkle è questa: la tecnologia basata sugli iPhone, sui Blackberry e sui telefonini in genere domina a tal punto la vita delle persone da renderle meno umane. Sotto all'illusione di una maggiore comunicazione del mondo giace la realtà che, al contrario, lascia trasparire un crescente isolamento dal mondo. Da un lato, una 'cyber-reality' in cui si esiste in funzione del proprio profilo su Facebook e del numero di contatti che ogni giorno si ricevono. Dall'altro una 'real-reality' in cui a prevalere è il senso di isolamento e di solitudine.

Invitata ad una trasmissione televisiva di grande ascolto, 'The Colbert Report', la Turkle ha riferito che le è successo spesso ad un funerale di vedere persone che, istericamente, continuano a controllare il loro telefonino per verificare se hanno ricevuto messaggi.
 

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