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Il 24 novembre al al Teatro Liberty 'Il Treno' il convegno che metterà a confronto i più promettenti Venture Capitalist del vecchio continente. Al centro anche i Digital Media, un settore in espansione. Media partners Monrif e Quotidiano.net
Milano, 17 novembre 2011 - Un salto nel futuro. E’ quello che si propone di fare in poche ore Kultur Convivio, il prestigioso summit che si terrà giovedì 24 novembre a Milano. Obiettivo: discutere degli orizzonti del Venture Capital e del Digital Media. L'evento avrà luogo nella bellissima Sala Teatro Liberty 'Il Treno', in via San Gregorio Magno 46. Il via alle 10 per una giornata importante soprattutto per una cosa: l'armonizzazione tra tante realtà diverse e geograficamente lontane.
I Venture Capitalist cercano sempre nuovi orizzonti: il sale sta nel rischio e nell'intuito. Molte società legate all'information technology sono nate grazie ad operazioni di Venture Capital come ad esempio Google o per l'Italia Tiscali. Il web e operazioni di questo tipo si intrecciano sempre di più. Ecco perché un convegno del genere è fondamentale.
“Sarà un summit di prestigio – ci spiega il dott. Giandomenico Sica, Managing Director di Grafo Ventures Srl (organizzatore del convegno) -. Sia per la location e l'organizzazione, sia perché interverranno i 30 investitori principali dell'area europea. Dal Mediterraneo ai Paesi della mitteleuropa, le teste principali dei fondi d'investimento che operano in internet saranno tutte insieme. Si capisce bene come sia un'occasione imperdibile per chi vuole saperne di più dei Media digitali”.
Ecco, di cosa si parlerà? Qual è l'obiettivo del convegno?
“Prima di tutto si farà un resoconto dello stato dell'arte dei mercati dell'area digitale. Il principale problema è che i mercati digitali, ora come ora, sono troppo frazionati. Kultur Convivio interviene proprio in quel punto: rendere coese realtà di fatto ancora lontane. Avvicinare mercati ancora troppo distanti. Pensiamo di potercela fare. Se non altro sarà fondamentale fare interagire personalità di spicco. Molti di loro sono uomini che stanno dietro a grandi aziende. Un esempio è CityDeal, il colosso tedesco che è stato rilevato da Groupon. Ecco perché sarà importante avere più di un miliardo di euro di capacità di investimento sul web nella stessa stanza".
Sarà l'unico obiettivo?
"No, in secondo luogo puntiamo a promuovere dei co-investimenti. E' importante far cooperare le aziende. Ad esempio Svizzera con Ungheria, Francia con Inghilterra, Italia con Irlanda e così via. Sono questi i Paesi che parteciperanno e sarà molto importante corroborare le relazione internazionali. I Venture Capitalist devono muoversi all'unisono. Le possibilità sono illimitate".
Qual è la situazione in Italia del Venture Capitalism?
"Sta crescendo molto. Una volta gli osservatori dicevano che eravamo indietro. Invece ora stiamo crescendo. Prenda l'e-commerce: solo in Italia muove un mercato da 8 miliardi di euro (cresciuto del 20% rispetto al 2010). Cifre enorme, ma che sono reali. In Italia le cose stanno migliorando. Le aziende che fanno startup (ovvero l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa, ndr) crescono, c'è molta più fiducia. Soltanto che anche da noi c'è bisogno di maggiore coesione, per tutti quelli che fanno affari online. Bisogna contarsi, capire le potenzialità dell'imprenditoria giovane della quale tra l'altro il gruppo Monrif è un fulgido esempio. Analizzare i trend più seguiti".
Ecco, quali sono i trend del momento?
"Confermo la grande ribalta dell'e-commerce. E' un momento d'oro per gli investitori del settore. Il commercio online sta ulteriormente crescendo anche grazie all'aspetto social, cioè al fatto che i navigatori possono interagire come in un normale social network".
La crisi sta investendo tutto. Il venture capital può risolvere alcuni problemi?
"Ritengo di si. I buoni investimenti possono dare delle soluzioni. Spesso delle alternative a situazioni difficili"
Qual è il futuro dell'editoria digitale?
"E' un grande futuro, perché l'informazione online cresce assieme alla grande domanda che viene dagli internauti. I venture capitalist lo sanno e crescono gli investimenti nel settore. Il business però non deve essere puramente digitale: deve sapersi incastrare col mercato tradizionale e quindi con l'economia reale. E sto parlando sia dell'editoria, sia degli altri settori. La rete classica del commercio e quella multimediale devono necessariamente fondersi per rendere al meglio, per dare guadagni soddisfacenti. Gli investitori crescono, i soldi pure. Bisogna saper rischiare, ma con raziocinio".
Il gruppo editoriale Monrif-Poligrafici Editoriale e Quotidiano.net sono media partner del summit.
Altre informazioni sul sito: www.kulturconvivio.com