Continua lo sciame sismico. Ieri sera, alle 23.14, c'è stata una nuova forte scossa, non si registrano danni. Oggi la visita del presidente della Cei e del direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra
L'Aquila, 14 aprile 2009 - Sembra proprio non voler finire la sequenza di scosse sismiche che attanaglia l’Abruzzo. L’ultima questa mattina alle 11.08 di magnitudo 3.2 con epicentro Rocca di Cambio, Villa S. Angelo e San Panfilo D’Ocre. Ieri sera alle 23,14 un’altra forte di 4.9 ha interessato i comuni di Capitignano, Campotosto, Pizzoli e Barete ma è stata avvertita distintamente anche in Umbria, Marche e Lazio, fino a Roma.
Sul fronte raccolta fondi è salito a 5 mln il sostegno da parte della Cei. Ai 3 mln iniziali si sono infatti aggiunti i due di oggi, come ha annunciato il cardinal Angelo Bagnasco, in visita all’Aquila. Il presidente della Cei si è recato dapprima nell’ospedale da campo realizzato accanto all’ospedale San Salvatore del capoluogo abruzzese dichiarato inagibile. Bagnasco ha visitato il pronto soccorso, ha avuto parole di grande apprezzamento per il personale medico e infermieristico, e altrettante parole di riconoscenza della Chiesa per i vigili del fuoco.
Intanto ammonta già a 8 mln di euro la raccolta di donazioni a favore delle popolazioni terremotate attraverso l’invio di sms a un numero dedicato - 48580 - lanciato dalla Protezione Civile. Il presidente dell’Abruzzo, Gianni Chiodi, parlando a ‘Mattino 5’ ha detto che "entro ottobre, novembre dovremo avere delle costruzioni per coloro che non potranno rientrare nelle case". "L’obiettivo- ha spiegato - è quello di spostare prima dell’inverno le persone dalle tende e dagli alberghi".
Un appello affinchè dopo l’attenzione dovuta all’emergenza in Abruzzo non venga dimenticato il dramma e le necessità della popolazione, arriva da Dario Franceschini, segretario del Pd, in visita a Mantova. "Affronteremo la fase della ricostruzione con lo stesso senso di responsabilità con cui abbiamo affrontato l’emergenza - ha detto - davanti al dolore e alla sofferenza non possono esserci polemiche politiche, adesso sappiamo che un’opposizione in un paese democratico deve controllare soprattutto quando i riflettori si spegneranno perchè le promesse non vengano tradite e gli impegni vengano rispettati".
Il procuratore capo de L’Aquila, Alfredo Rossini, a proposito del rischio che il crimine possa mettere le mani su una fetta della ricostruzione post terremoto in Abruzzo ha detto "È abbastanza normale pensare che non siano distratti di fronte al fiume di soldi che dovrà arrivare. Quindi staremo molto attenti". Rossini ha detto che l’argomento è stato affrontato in una telefonata avuta col procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, "mi ha telefonato dall’estero in merito a questo". L’attenzione dei magistrati sarà non solo sulla certificazione antimafia delle imprese, "staremo molto attenti a controllare chi verrà a ricostruire, esaminandone tutti i requisiti. Proprio perchè abbiamo dietro la procura antimafia, possiamo arrivare fino alle origini di quelle persone che verranno qui".
FONTE AGI