Cerimonia solenne con Fini "L'Aquila capitale dell'orgoglio"
Era la notte del 6 aprile quando la terra ha tremato così forte da distruggere interi paesi e il centro storico del capoluogo. Il presidente della Regione Chiodi: "In questi momenti si deve fare fronte comune"
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L’Aquila, 6 maggio 2009 - Ore 3.32 del 6 aprile scorso: prima un grande boato poi il terremoto devastante che ha distrutto l'aquilano e il centro storico della città in particolare. I sismografi registrano un sisma di magnitudo 5.8, poi si parlerà di 6.3. A distanza di un mese i cittadini chiedono solo la verità. Sui morti, 298, sui feriti, più di 1500, rimasti tra le macerie di case anche appena costruite.
"L’Aquila è stata la capitale dell’orgoglio per la forza morale e la dignità dimostrate. L’Italia intera si è riconosciuta nella forza d’animo e nel controllo dimostrati dagli aquilani". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso della seduta solenne del Consiglio d’Abruzzo.
Fini, ha richiamato tutti affinchè “le risorse” destinate alla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto “siano congrue alle necessità di ricostruzione delle case distrutte, di recupero di quelle danneggiate e di messa in sicurezza degli edifici a rischio”. Fini inoltre riconosce che “non è compito del presidente della Camera indicare le modalità di impiego dei fondi già disponibili o di quelli che lo saranno nei prossimi mesi e che non è allo stesso modo compito del presidente della Camera individuare modi per reperire gli altri fondi che saranno necessari per la completa rinascita dell’Aquila e degli altri centri”.
Ciò che invece Fini fa è sottolineare che “il successo dell’ingente impegno organizzativo dei prossimi mesi dipenderà anche dal coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni, in vista - conclude - di un impiego delle risorse all’insegna dell’efficienza e della razionalità”.
Fini ha poi posto l'accento sulla "necessità che la magistratura accerti le responsabilità per l’eventuale violazione di norme di sicurezza nella costruzione di edifici pubblici e privati che dovevano resistere al sisma de L’Aquila". "Tali eventuali casi - ha aggiunto Fini - presenterebbero, inoltre, una valenza nazionale, in un paese come l’Italia esposto a rischio di terremoti o di altri catastrofici eventi naturali. Occorre l’impegno - ha concluso - delle istituzioni locali e nazionali e non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole".
LA REGIONE
In merito alla preoccupazione sulla copertura finanziaria del decreto n. 39 relativo alla ricostruzione, il presidente della Regione Gianni Chiodi ha detto che "in questi momenti si deve fare corpo comune e non evocare scenari che servono solo a spaventare". "Nel decreto o nel decreto quadro - ha poi chiarito - ci sarà una norma che chiarira’ tutto anche se era gia’ implicito".
Chiodi ha poi spiegato che oggi "E’ una giornata importante, ad un mese dal sisma, da una tragedia così grande che ha sconvolto la città e l’Abruzzo".
Nel corso della celebrazione solenne del Consiglio regionale porterà all’intitolazione della vecchia Sala dell’Emiciclo a Sandro Spagnoli, dipendente regionale morto nel sisma e volontario della Nuova Acropoli, onlus impegnata in opere di assistenza internazionale.
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