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I 28mila sfollati sulla costa rischiano la deportazione Bertolaso, dove andremo a finire?

La denuncia de www.ilcapoluogo.it: "Gli albergatori hanno chiesto lo sgombero delle stanze e dei bungalow agli sfollati; la protezione civile ha iniziato a spostare le prime famiglie da una struttura recettiva ad un’altra; quindi si prepara la deportazione coatta degli aquilani"

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La vita nelle tendopoli in Abruzzo L'Aquila, 14 maggio 2009 - Egregio Dottor Bertolaso, Egregio Presidente Chiodi, Gentile Assessore Stati, i 28.000 terremotati aquilani sfollati sulla costa hanno bisogno di risposte precise e circospette.

Gli albergatori hanno chiesto lo sgombero delle stanze e dei bungalow agli sfollati; la protezione civile ha iniziato a spostare le prime famiglie da una struttura recettiva ad un’altra; quindi si prepara la deportazione coatta degli aquilani.
Quale sarà la data dell’esodo? Sarà questo l’unico?

Le strutture recettive costiere hanno prenotazioni per la stagione estiva, mentre gli albergatori dell’entroterra non ne hanno, quindi sarebbe giusto spostarci e andare a sostegno dei nostri conterranei in difficoltà; ma volete rendervi conto che non abbiamo più nulla?
Noi ed i nostri figli non abbiamo più punti di riferimento e non è facile sommare traumi a traumi.
Abbiamo inserito i nostri figli nelle scuole delle città dove risiediamo dal 7 aprile.
Abbiamo appena iniziato a prendere confidenza con i nuovi ambienti che ci circondano.
Abbiamo cercato delle case in affitto, per il prossimo anno, e abbiamo scoperto dei prezzi da strozzinaggio… da “alta stagione” estiva, contro i 400 € di sostegno governativo.
Abbiamo cercato dei lavoretti stagionali in queste nostre nuove città.

Molti di noi non hanno più un lavoro, un reddito, una casa, una vita… il sistema economico di L’Aquila era intessuto di piccole imprese, per lo più a gestione familiare. Quelle famiglie non hanno più redditi e non sanno da dove ricominciare. Reinventarsi a 50 anni, con una famiglia a carico, non è facile!

“Facile” come fare solidarietà ad aprile e maggio, con strutture alberghiere che percepiranno 48 € ad adulto al giorno e che sarebbero state VUOTE o CHIUSE in questi due mesi…

Il Presidente Berlusconi, nella conferenza stampa del 2 maggio, ha assicurato: “Entro il 10 Settembre saranno pronte 3.000 case per 13.000 persone”, ma i conti non tornano: siamo 28.000 terremotati sulla costa; 40.000 alloggiati nelle tendopoli (Fonte Provincia di L’Aquila)…

Ad oggi il Sindaco Cialente ha dichiarato agibili, cioè “A”, circa 1.100 abitazioni, la cui metà è rappresentata da attività commerciali.
Le case inagibili, perché valutate “B” o “C”, rappresentano la maggioranza delle abitazioni periziate fino ad ora, necessitano di interventi più o meno importanti e saranno di nuovo agibili tra almeno un anno. Questa è la condizione dei più fortunati, tutti gli altri non rientreranno mai più nella loro casa!

Quindi la condizione di “senza tetto”, per i più fortunati, durerà almeno 12 mesi (a voler essere ottimisti!) che cosa dobbiamo fare? Dove dobbiamo cercare di far ripartire la nostra vita? Dove dobbiamo cercare il nostro nuovo lavoro? Dove manderemo a scuola i nostri figli a settembre?

 

di Roberta Galeotti
direttore editoriale
www.ilcapoluogo.it
 

 










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