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Venezia 2007

MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA / TERZA GIORNATA

Brian De Palma conquista la platea
Delude l'esordio del primo italiano

La nota più positiva della terza giornata è 'Redacted'. Il regista porta in scena i sorprusi dei soldati americani nei confronti dei civili iracheni. Accoglienza fredda per 'Nessuna qualità agli eroi' di Franchi che non convince la critica

Elio Germano Venezia, 31 agosto 2007 - Con “Nessuna qualità agli eroi” fa il suo esordio il cinema italiano in concorso qui a Venezia, e purtroppo non si può parlare di un inizio scintillante. Anzi. In questa vicenda a metà tra il dramma psicologico e il giallo familiare, Elio Germano si muove spaesato, complice una sistemazione evidentemente fuori ruolo e una avvilente e generalizzata incapacità di dirigere gli attori da parte del regista, Paolo Franchi. Tra dialoghi surreali e ritmi dilatatissimi, il film è passato alle cronache più l’esibizione dell’organo sessuale di Germano che per le scadenti velleità artistiche. Nessuna qualità agli eroi, e nessuna pietà per gli spettatori: alla proiezione per la stampa è esploso un boato di silenzio, con gli spettatori che non hanno nemmeno avuto la forza di fischiare. Ci si aspetta decisamente qualcosa di più dagli altri italiani in concorso, in particolare da Vincenzo Marra con il suo “L’ora di punta”.

 

 

La nota più positiva della giornata è senza dubbio “Redacted” di Brian De Palma, presentato in concorso: al centro di tutto c’è la guerra in Iraq, di cui De Palma scandaglia le implicazioni mediatiche. L’assonanza tra forma e contenuto raggiunge in questo film livelli entusiasmanti, con l’utilizzo di differenti tecniche e codici di rappresentazione (digitale, camera a mano amatoriale, riprese pubblicate su internet, notiziari) sapientemente intersecate e sovrapposte le une con le altre per raccontare un’unica storia, ma da diversi punti di vista. Per chi conosce De Palma, “Redacted” è un film inaspettato e insieme perfettamente coerente con la produzione del regista: inaspettato perché De Palma non si è mai occupato di temi impegnati; coerente perché riemergono con grande forza tutte le ossessioni del regista, tra cui il voyeurismo e l’ossessione per lo sguardo della macchina da presa. Finora, senza dubbio il miglior film visto alla Mostra.

 

Non colpisce invece “Michael Clayton”: un George Clooney mai così torvo e stropicciato non basta a risollevare le sorti di un thriller decisamente troppo macchinoso.

 

Nella sezione Giornate degli Autori ha impressionato positivamente “Gruz 200” del russo Alexey Balabanov, una storia di rapimento e violenza portata con coraggio e spregiudicatezza fino all’estremo, con esiti ora drammatici, ora grotteschi. Nella sezione Orizzonti delude il coreano Jeon Soo-il con “With a girl of black soil” un dramma familiare a tratti estenuante, che si salva qui e là con momenti di sincera tenerezza e commozione, anche grazie alla bravissima bambina protagonista. Grandi applausi invece per “Searchers 2.0” del veterano Alex Cox, protagonista del cinema punk inglese degli anni Ottanta: i due protagonisti sono ex-attori western, e intraprendono un lungo viaggio da LA alla Monument Valley per “vendicarsi” di uno sceneggiatore che li aveva picchiati da bambini, quando erano comparse nel loro primo film. Si tratta di una affettuosa parodia del genere dal tono leggero e arguto, con alcune gag da antologia, come il duello finale che si consuma a colpi di… quiz cinefili! Non entusiasma infine “L’histoire de Richard O.” di Damien Odoul, che lavora su storie d’amore parallele costellate da scene scabrose, ma ampiamente nella media di quanto visto finora: in questa edizione della Mostra sul sesso esplicito davvero non si lesina.

di Mauro Resmini










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